La crisi in Grecia manda all’aria la civiltà e fomenta l’odio razziale. Tanto che l’ambasciata statunitense ad Atene avverte i suoi connazionali sui rischi di aggressioni a sfondo razzista. Suuccede, sì… e in Grecia Alba Dorata, il partito di ispirazione neo-nazista, continua la caccia allo straniero e spaventa anche la nipote del generale greco
Christodoulos Tsigantes (1897-1970, uno degli eroi della lotta
contro i nazisti) che ha sia la nazionalità ellenica sia quella
britannica. All’ambasciata britannica la donna ha denunciato di
essere stata costretta a parlare in greco per dimostrare di
essere cittadina greca.
Intanto, la sede diplomatica Usa mette in guardia circa un recente
“aumento di molestie non provocate e aggressioni violente nei
confronti di persone che, a causa del colore della loro pelle,
vengono scambiate per immigrati stranieri”.
Nel comunicato è detto che le persone più esposte a tale
rischio sono quelle che hanno origini africane, asiatiche,
ispaniche o mediorientali. Di recente non si sono registrate in
Grecia aggressioni ai danni di cittadini Usa ma la sezione
viaggi del sito del Dipartimento di Stato fa espresso
riferimento a “notizie certe di cittadini statunitensi di
origine africana arrestati dalla polizia ad Atene nel corso di
operazioni contro gli immigrati clandestini”.
Nelle ultime settimane, come hanno riferito varie Ong che si
occupano di immigrati, diversi cittadini stranieri hanno
denunciato alle rispettive ambasciate di essere stati fermati
per strada da membri del partito filo-nazista Chrysi Avgì (Alba
Dorata) che li hanno obbligati a mostrare i documenti di
identità.