Non c’è pace per i cristiani in Nigeria. Ancora un attentato nel nord musulmano della Nigeria, contro una comunità cristiana. Un kamikaze si è fatto saltare in aria davanti alla chiesa cattolica di San Giovanni a Bauchi, capoluogo dell’omonimo stato federale della Nigeria settentrionale. Almeno tre bittime, oltre 40 i feriti. L’attentatore è morto.
La polizia e i militari hanno circondato l’edificio e non permettono ai giornalisti di accedervi.
Secondo quanto ha riferito il vice commissario di polizia, l’attentatore si è fermato al cancello della chiesa dove ha fatto esplodere l’ordigno. I medici sostengono che il bilancio delle vittime possa aggravarsi, visto l’alto numero di feriti.
Nei giorni scorsi le autorità nigeriane hanno arrestato decine di terroristi, tra cui alcuni membri di primo piano del gruppo, e ucciso, tra gli altri, il portavoce di Boko Haram, noto con lo pseudonimo di Abu Qaqa. La maggior parte degli arresti è stata compiuta nello stato settentrionale di Yobe, dove è in vigore un coprifuoco di 24 ore e dove il governo ha spedito altri due battaglioni dell’esercito per cercare di tenere sotto controllo una situazione sempre più tesa. Anche a seguito dell’ondata di indignazione contro la diffusione del film considerato blasfemo e della pubblicazione delle vignette ritenute offensive della sacralità del profeta Maometto. Ieri a Kano, la principale metropoli del settentrione, decine di migliaia di musulmani sono scese in piazza bruciando bandiere di Stati Uniti e Israele e gridando “morte agli Usa, morte a Israele”.