E’ un ”dovere morale” sostenere la popolazione siriana contro il regime ”ingiusto” di Bashar al-Assad, ”che ha perso legittimità”. Parola del presidente egiziano Mohamed Morsi che hanno infiammato il vertice dei capi di Stato e di governo dei Paesi Non Allineati in corso a Teheran. Per Morsi, espressione dei Fratelli Musulmani, in Siria è in corso una ”rivoluzione contro un regime oppressivo” e solo con un ”intervento attivo” si può porre fine al ”bagno di sangue” e alle violenze che si registrano da più di 17 mesi e che sono costate la vita a migliaia di persone.
”Dobbiamo riconoscere che questo bagno di sangue non si può fermare senza un attivo intervento da parte di tutti noi – ha detto Mursi – Dobbiamo dichiarare il nostro pieno sostegno alla popolazione siriana e tradurre la nostra solidarietà in realtà per salvare la Siria dalla spirale della guerra civile”. Il presidente egiziano, espressione dei Fratelli Musulmani, ha quindi affermato che è importante unire le varie anime dell’opposizione siriana ”per arrivare al raggiungimento dei loro obiettivi senza la demolizione dello Stato”.
Subito dopo le parole di Morsi, la delegazione siriana a Teheran per il vertice dei Non Allineati, guidata dal premier, Wael al-Halki, ha lasciato la sala. Per il ministro degli Esteri siriano, Walid al-Muallim, il discorso pronunciato dal presidente egiziano “contiene incitazioni a continuare lo spargimento di sangue in Siria”. In dichiarazioni all’agenzia di stampa ufficiale siriana ‘Sana’, Muallim ha anche affermato che le parole di Morsi “sono da considerarsi una intromissione negli affari interni della Siria”.