”Non ricordo che il presidente abbia mai detto che ci siano opzioni da escludere”, butta le mani avanti il consigliere per la Sicurezza nazionale e la lotta al terrorismo della Casa Bianca, John Brennan, rispondendo a chi gli chiedeva se l’opzione di una no-fly zone fosse esclusa. ”Il governo americano valuta le situazione e i diversi scenari possibili e, in accordo con questi, esamina piani di
emergenza che potrebbero essere disponibili in determinate circostanze”, dire e non dire per lasciare intendere. Direttamente a Damasco, Mosca e Pachino.
Il consigliere alla sicurezza nazionale ammette: “Gli Usa ‘hanno fatto molte cose a favore dell’opposizione. C’è stata molta assistenza umanitaria (e non solo, ndr). Quello che vogliamo fare è
assicurarci chi siano esattamente coloro che ricevono gli aiuti”. Riferimento esplicito alla fazioni vicine al Al Qaida che, accusa John Brennan, “cercheranno di approfittare della situazione in Siria. Se si guarda all’opposizione, la maggioranza non ha legami ed è contraria. Sono siriani che
vogliono realmente cercare di riprendere il controllo delle loro vite e del loro futuro”.
Analisi e semplici speranze?