I libici tornano a chiedere le armi russe. Dopo l’embargo di Mosca, in seguito alla rivoluzione, le nuove autorità libiche “vogliono riprendere la cooperazione militare e tecnologica con Mosca”.
Igor Sevastyanov, rappresentante di Rosoboronexport – l’agenzia statale d’intermediazione per l’import/export di tecnologie e servizi legati alla Difesa – al Forum internazionale di tecnologie ingegneristiche in corso a
Zhukovsky vicino Mosca.
A marzo 2011, in pieno conflitto
libico, la Russia aveva bloccato totalmente la vendita di armi
alla Libia, aderendo alle sanzioni sugli armamenti contro il
regime di Gheddafi. Lo scorso maggio, Mosca ha revocato
l’embargo. In quell’occasione, Anatoly Isaikin, amministratore
delegato di Rosoboronexport aveva reso noto che in seguito alla
cancellazione dei contratti con Tripoli l’agenzia aveva perso
oltre 4 miliardi di dollari.