Europei di calcio, è allarme pedofilia
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Europei di calcio, è allarme pedofilia

La rete internazionale contro lo sfruttamento minorile si mobilita per prevenire l'aumento di attività criminali ai danni di bambini nei due Paesi organizzatori.<br>

Europei di calcio, è allarme pedofilia
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5 Giugno 2012 - 15.29


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Tratta di minori, induzione alla prostituzione, sfruttamento, turismo “sessuale” (o per meglio dire “a scopo di stupro”) in cerca di bambini sono crimini che qui in Occidente siamo portati a percepire come “lontani”, sminuendone la portata. Eppure i responsabili sono in gran parte persone e organizzazioni che vivono e operano nella parte ricca e “civile” del mondo. In occasione degli Europei di calcio che si terranno dall’8 giugno prossimo in Polonia e Ucraina, la rete italiana di Ecpat (End child prostitution, pornography and trafficking), l’organizzazione internazionale che si occupa di difendere i bambini e gli adolescenti dallo sfruttamento sessuale, accende i riflettori sui pericoli legati a una manifestazione che attirerà in Paesi a rischio (Ucraina in particolare) oltre 1,4 milioni di persone.

«Il nostro obiettivo non è creare inutili allarmismi, ma proteggere i bambini dal traffico e dal turismo “sessuale”» spiega il presidente Marco Scarpati. Data la fragilità, soprattutto dell’Ucraina, Ecpat intende mettere in campo un’azione congiunta che passi attraverso le scuole e gli aeroporti. «Spesso – prosegue Scarpati – i grandi eventi sportivi sono molto appetibili per la criminalità organizzata. Si mettono in moto traffici illegali, compresi quelli di esseri umani a scopi sessuali, per “accontentare” quella parte, crediamo minima, di tifosi che associa ad una vacanza sportiva delle esperienze hard. Noi vogliamo scoraggiare ogni malintenzionato e far sì che gli Europei rimangano una manifestazione a impatto zero sui minori». Un pericolo reale considerando che l’ex “granaio d’Europa” risulta essere un Paese non solo di origine e di transito, ma sempre più un Paese di destinazione per la tratta e la riduzione in schiavitù di bambine, bambini e adolescenti. Secondo i dati del ministero degli Interni di Kiev dal 2000 al 2011 le vittime della tratta sono state 7740, di queste 495 erano minorenni (472 di origine ucraina, 23 straniere). I Paesi di destinazione sono stati la Russia (229 casi), Ucraina (178), Turchia (27),Polonia (25), Emirati Arabi Uniti (21) e Moldova (4). Secondo gli ultimi dati disponibili, nel 2011 la percentuale di maschi di età compresa tra 14-17 anni coinvolti nell’industria dello sfruttamento “sessuale” è aumentata quattro volte rispetto al 2009.

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Le vittime sono distinte in due gruppi: quelle coinvolte in modo permanente e quelle occasionali. Al primo gruppo appartengono minori che vivono in situazioni sociali estremamente “vulnerabili”: orfani, bambini strada, figli di nuclei famigliari in crisi. Le ragazze entrano nel giro della prostituzione a partire da 14 anni, i maschi tra i 16 e i 17, immessi nell’industria del “sesso” da trafficanti o da parenti. Al secondo gruppo appartengono minori provenienti da “famiglie bene”, alla ricerca di una vita più agiata. Le ragazze hanno tra i 16 e i 18 anni, mentre i maschi tra i 14 e i 17. Sempre secondo questa ricerca i turisti “sessuali” più presenti in Ucraina sono europei occidentali, americani e canadesi. Nel 2010 l’aumento costante del numero delle vittime ha spinto l’Unicef a fare uno studio sui ragazzi ucraini che vivono in condizioni economiche disagiate. L’indagine, condotta su 1000 persone di età compresa tra i 14 e i 18 anni, ha rilevato che l’11 per cento aveva mostrato il proprio corpo nudo; il 7,8 per cento aveva fatto sesso a pagamento; il 3,6 per cento offerto il proprio corpo per foto o filmati hard. Ad aggravare la situazione concorre indubbiamente il grave stato di salute del sistema di istruzione pubblica che soffre di una cronica mancanza di fondi. In particolare incide sull’assenza di scolarizzazione tra la popolazione rurale.

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Infine uno sguardo alla Polonia. Secondo Gabriela Kuhn, referente Ecpat per questo Paese, «la procura di Varsavia registra circa 100 casi di prostituzione minorile all’anno». Qui il turismo “sessuale” con minori «non risulta un fenomeno rilevante anche se Ecpat-Germania afferma che l’uno per cento di questi criminali tedeschi si reca in Polonia». Lo scenario che si apre è comunque inquietante: «Nel fare formazione negli orfanotrofi o nelle strutture di accoglienza, in occasione dei corsi previsti nel progetto di prevenzione in vista degli Europei, spesso è emerso che molti vorrebbero fuggire da questi ambienti e spostarsi in altre città per andare a lavorare. Non escludiamo che, viste le condizioni di degrado che hanno vissuto fino a oggi, combinate alle attrattive degli Europei possano essere indotti e costretti a prostituirsi».

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