Due mesi fa una cerimonia nuziale nel villaggio di Hazara, nella provincia del Khyber-Pakhtunkhwa, in Pakistan. Tra i presenti alla cerimonia anche quattro donne e due uomini, condannati a morte per aver ballato insieme. I sei sono stati riconosciuti colpevoli di aver violato ‘regole tribali di separazione dei sessi’ e per questa ragione dichiarati ‘Ghul’, fornicatori, da una jirga tribale, ovvero da un’Assemblea di anziani.
Alcuni ospiti hanno ripreso col telefonino i momenti di divertimento, mandando subito dopo il video ai familiari delle donne. A quel punto le donne, tutte sposate, sono state richiamate dai parenti e rinchiuse in una stanza nel villaggio di Seertaiy, nel distretto di Kohistan. Solo dopo sono state giudicate colpevoli e condannate a morte. La denuncia arriva dal fratello maggiore di uno dei due uomini, che rischiano di essere uccisi per primi, anche perché sono riusciti a sfuggire alla cattura.
Si tratta di un complotto secondo Afzal, per portare via le proprietà alla sua famiglia, che è benestante. Il giovane è, infatti, convinto che il video sia stato fatto ad arte per incastrare i sei. Della stessa opinione anche il funzionario del distretto di polizia, che ha visionato la ripresa: “Nelle immagini si vedono donne che cantano Mahiyas e applaudono in una stanza. Poi si vedono degli uomini, ma lo sfondo è diverso”.