Libertà di stampa: troppo poca in Eritrea, Corea del Nord, Siria e Iran
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Libertà di stampa: troppo poca in Eritrea, Corea del Nord, Siria e Iran

Secondo un rapporto diffuso dal Commitee to Protect Journalist sono questi i paesi in testa alla speciale classifica dei dieci paesi dove si censura maggiormente.

Libertà di stampa: troppo poca in Eritrea, Corea del Nord, Siria e Iran
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3 Maggio 2012 - 14.40


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Oggi si celebra la Giornata mondiale della libertà di stampa. Se l’opinione pubblica, attraverso le molteplici forme della comunicazione e dell’informazione, è oggi diventato attore fondamentale delle democrazie, allo stesso tempo la repressione, i tentativi di controllare i giornali e i siti web, la pervasività dei monopoli televisivi, gli attacchi dei governi al giornalismo indipendente, crescono d’intensità e di violenza.

In Italia ne sappiamo qualcosa: il controllo del mercato pubblicitario, la conquista di ogni spazio televisivo messi in campo da B. e dai suoi, ha fatto danni incalcolabili; negli ultimi mesi si sono cominciate a vedere i primi cedimenti di questo soffocante meccanismo, ma è solo l’inizio e la libera informazione nel nostro Paese soffre ancora in modo tremendo. Intanto vengono pubblicati i dati relativi alla censura nel mondo.

Sotto questo profilo Eritrea, Corea del Nord, Siria e Iran figurano in testa alla lista dei dieci paesi dove la stampa è maggiormente soggetta alla censura nel mondo. Ad affermarlo è il un rapporto pubblicato ieri a New York dal Commitee to Protect Journalist (Cpj), che è stato diffuso alla vigilia della Giornata mondiale per la libertà di stampa. La lista dei 10 paesi con maggior censura prosegue con Guinea equatoriale, Uzbekistan, Myanmar, Arabia Saudita, Cuba e Bielorussia. Fuori dalla ‘top ten’ seguono Azerbagian, Etiopia, Cina, Sudan, Turkmenistan e Vietnam. Se l’Eritrea è la regione in cui è più diffusa la censura – nel Paese esistono solo media di stato strettamente controllati e chi manda notizie all’estero viene arrestato- il rapporto sottolinea come le ampie restrizioni sulla stampa in Corea del nord, Iran e Siria abbiano “enormi implicazioni per la stabilità geopolitica e nucleare”.

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Siria e Iran hanno ulteriormente intensificato il controllo sulla stampa per contrastare le rivolte popolari, nota il Cpj, secondo il quale Teheran dispone di uno dei più duri sistemi di censura su Internet e conduce “arresti di massa” di giornalisti. In Siria la censura era estesa fin da prima dello scoppio della rivolta, ma da allora e’ cresciuta ulteriormente perché il regime vuole diffondere il messaggio “che sta combattendo contro “i terroristi”, dunque che solo con Assad le minoranze saranno sicure. Un rapporto, dunque, quello del Cpj, che fa chiarezza su tanti equivoci.

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