Stop agli spot anti-gay sui bus di Londra
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Stop agli spot anti-gay sui bus di Londra

Il sindaco Boris Johnson blocca la campagna omofoba realizzata da due gruppi religiosi che sostengono le terapie riparative dell'omosessualità.

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13 Aprile 2012 - 09.21


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Boris Johnson, il sindaco conservatore di Londra, ha vietato che sugli autobus della città fossero esposti manifesti di una campagna di due gruppi religiosi a favore delle terapie riparative dell’omosessualità. La campagna sarebbe dovuta partire lunedì prossimo su ventisei autobus londinesi e consisteva nell’esposizione di manifesti con la scritta “No gay! Ex-gay, post-gay and proud. Get over it!”.

Il sindaco ha fermato tutto spiegando in una nota: “Londra è una delle città più tolleranti del mondo ma intollerante con gli intolleranti. È chiaramente offensivo affermare che essere gay sia una malattia dalla quale si può guarire e io non sono d’accordo che un tale messaggio sia trasmesso alla città di Londra per mezzo dei nostri autobus”.

Responsabili della campagna omofoba sono l’Anglican Mainstream e Core Issues Trust, due gruppi che sostengono le terapie riparative dell’omosessualità e voleva essere – anche dal punto di vista grafico – una risposta alla campagna contro l’omofobia promossa dal collettivo Stonewall che, sempre sugli autobus londinesi, diceva: “Alcune persone sono gay. Fattene una ragione”.

Il rifiuto di questa campagna è stato unanime da parte dei tre principali candidati a sindaco di Londra. Oltre a Johnson, che spera nella rielezione, anche il laburista Ken Livingstone che il liberal-democratico Brian Paddick hanno detto no alla campagna. Paddick, gay dichiarato, si è opposto “da gay cristiano”.

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