Putin e Sarkozy litigano e giocano con la Siria
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Putin e Sarkozy litigano e giocano con la Siria

Sarkozy dimentica gli armeni e promuove con Ankara un'iniziativa per i siriani. Putin non dimentica i suoi clienti e si oppone. Per lui bastano due ore di tregua al giorno.

Putin e Sarkozy litigano e giocano con la Siria
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23 Febbraio 2012 - 10.21


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di Kiwan Kiwan

Inizaitiva internazionale sulla Siria. Il presidente francese Sarkozy, l’inquilino dell’Eliseo che ha avuto i rapporti più stretti con Bashar al Assad, che lo ha difeso fin oltre il verosimile, si è già dimenticato anche degli armeni, della sua passione per la storia e per la denuncia del genocidio di inizio secolo e ha assunto un’iniziativa in favore del popolo siriano con la Turchia, perché ora il suo cuore batte per i morti di Homs. Si chiamerà riunione degli amici della Siria e si svolgerà a Tunisi, domani.

La portavoce dell’opposizione siriana, Cns, Basma Elkadmani ha annunciato che loro, per quanto promossa da Sarkò, saranno all’assemblea di Tunisi e proprio da Tunisi chiederanno alla Russia di esercitare pressioni sul regime del presidente Bashar al-Assad per permettere ai convogli umanitari di raggiungere la popolazione e di “adottare” misure supplementari per proteggere il popolo siriano attraverso la creazione di zone sicure ai confini dove arrivano i profughi siriani: queste “aree sicure” dovrebbero essere istituite al confine con il Libano per la popolazione di Homs, al confine con la Turchia per la popolazione di Idleb, e al confine con la Giordania per la popolazione di Daraa. La portavoce ha aggiunto che dopo il fallimento del piano di pace elaborato dalla Lega araba per risolvere la crisi in Siria è tempo che la Comunità Internazionale intervenga militarmente in Siria : “Si tratta di scegliere tra due mali: il male dell’intervento militare e quello della guerra civile”.

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Da parte sua, la Russia ha annunciato tramite il suo portavoce del Ministero degli Affari Esteri Russo Alexander Ukashevjc di ritenere che sia sufficiente l’invio della Croce Rossa Internazionale, stabilendo una tregua di due ore al giorno in Siria per il trasferimento di aiuti umanitari. Mosca si oppone invece alla proposta francese di creare “corridoi umanitari” in Siria, in quanto sarebbe soltanto “un aggravarsi del conflitto: non è scontato che l’istituzione di corridoi umanitari abbia efficacia, è una questione molto complessa, e secondo la nostra conoscenza, sarebbe necessario un meccanismo speciale con delle forze militare il che porta all’uso della forza”.

L’Unione Europea invece renderà più severe le sanzioni contro la Siria a causa della repressione continua contro la popolazione: le sanzioni vanno ad includere il divieto di trasporto aereo delle merci provenienti dalla Siria. Le nuove sanzioni saranno annunciate lunedì e dovrebbero includere altri sette dirigenti siriani che andranno a unirsi alla dei 150 beneficiati da Assad i cui beni all’estero sono stati congelati.

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