Modello Yemen per risolvere la crisi siriana
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Modello Yemen per risolvere la crisi siriana

Ecco il piano arabo per affrontare la situazione drammatica in Siria. Assad per ora rifiuta, come ha fatto per mesi il suo amico yemenita Saleh. 6500 morti non gli bastano.

Modello Yemen per risolvere la crisi siriana
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23 Gennaio 2012 - 17.01


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Proprio nel giorno in cui Ali Saleh esce di scena e lascia lo Yemen, dopo i tanti orribili servigi resi a se stesso, ai suoi accoliti e alla “guerra al terrorismo”, la Lega Araba, guidata dal Qatar, propone lo stesso modello per la Siria. Sappiamo quanto tempo c’è voluto a Stati Uniti e Arabia Saudita per far sloggiare il loro scomodo cliente da San’a. Ora si tratta di vedere se, nonostante lo scontato no di Damasco, il copione “buonista” funzionerà anche con Bashar.

Vale la pena di leggere nel dettaglio i punti del nuovo piano arabo badando di arrivare fino in fondo, al ridicolo motivo del dissenso algerino, motivo per cui il piano non è passato all’unanimità.

1. E’ necessario fermare tutti gli atti di violenza da qualsiasi fonte per proteggere i cittadini siriani.

2. E’ urgente il rilascio dei detenuti e l’evacuazione della città e dei quartieri da tutte le formazioni militari e consentire alle organizzazioni che fanno capo alla Lega Araba e ai mezzi d’informazioni araba e internazionale di muoversi liberamente in tutte le parti della Siria e monitorare ciò che sta accadendo. E’ urgente il ritiro delle truppe siriane e di altre forze armate. Va garantita la libertà di manifestazioni pacifiche senza ricorrere alla repressione. Il governo siriano deve facilitare la missione degli osservatori arabi consentendo l’introduzione di tutte le attrezzature, in particolare i dispositivi di comunicazione.

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3. Continuare a sostenere e aumentare il numero di missioni di osservatori della Lega Araba e di fornire loro supporto tecnico e finanziario, amministrativo in cooperazione con il Segretario Generale delle Nazioni Unite.

4. Richiamare il governo siriano e tutte le forze di opposizione per iniziare un serio dialogo politico sotto l’egida della Lega degli Stati Arabi entro due settimane per raggiungere i seguenti obiettivi:

A – un governo di unità nazionale entro due mesi con la partecipazione del governo e dell’opposizione guidata da una persona concordata tra le parti, con il compito di attuare il Piano arabo di azione e di preparare le elezioni parlamentari e presidenziali con una sistema pluralista.

B – Delegare i poteri del Presidente al suo vice, con pieni poteri per la piena cooperazione con il governo di riconciliazione nazionale e per consentire l’applicazione dell’iniziativa della Lega araba in una fase transitoria.

C – Tale governo di unità nazionale avrà l’obiettivo creare un sistema politico democratico e pluralista nel paese, in cui i cittadini sono uguali indipendentemente dalla loro affiliazione etnica e religiosa.

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D – Il governo di unità nazionale deve ripristinare la sicurezza e la stabilità nel paese e la riorganizzazione le forze di polizia per mantenere l’ordine e rafforzare la sicurezza civile con l’ impegno da parte degli Stati Arabi a finanziare questo sforzo in coordinamento con la Lega Araba.

E – Istituzione di una commissione indipendente che indaghi sulle violazioni subite dai cittadini e decida sui risarcimenti per le vittime.

F – Il governo di unità nazionale dovrà preparare lo svolgimento delle elezioni trasparente e sotto il monitoraggio di osservatori internazionali e che entro tre mesi questa Assemblea deve presentare un progetto di Costituzione e sottoporlo ad un referendum popolare e di conseguenza la legge elettorale sulla base della costituzione.

5. Il Segretario Generale della Lega degli Stati Arabi nomina un inviato speciale per seguire il processo politico e informa il Segretario dell’Onu.
L’Algeria non aveva condiviso l’ultimo punto, per questo ha espresso un voto contrario.

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