Sceneggiatura molto accurata, contorno di amicalità, ma tra statisti. Angela Merkel e di Nicolas Sarkozy hanno spiegato al continente chi è che comanda davvero in Europa. Sorrisi e rigore, è la formula che, volente o nolente, sta cercando di digerire anche la disordinata e incontrollabile Italia. I maestri agli allievi. Con poche regole e compiti da fare a casa.
1. Pareggio di bilancio dei vari stati dell’Unione da inserire nelle diverse costituzioni, a togliere il vizietto dei cronici e spesso politicamente comodi deficit di bilancio. Cura severa, con l’Italia come prima cavia. Anche se i due “capoclasse” sanno che non sono pochi i principi costituzionali violati o non applicati.
2. Governo economico della zona euro. Un consiglio di capi di Stato e di governo, dovrebbe riunirsi due volte all’anno, e avrebbe alla testa un presidente eletto per due anni e mezzo. Il nome di Herman Van Rompuy, attuale pallido presidente del Consiglio europeo, è stato fatto come primo responsabile della nuova istituzione.
3. Proposta una tassa sulle transazioni finanziarie, destinata a pesare con moderazione sui movimenti internazionali di capitali. Tagliare le unghie (almeno limarle), alla speculazione finanziaria. Berlino e Parigi si propongono inoltre, entro il 2012, di creare un’imposta comune sulle società francesi e tedesche.
Per gli Eurobond, esame di riparazione. Gli Eurobond, tanto cari all’italiano Tremonti. Di fatto, delle obbligazioni, destinate a condividere, del tutto o parzialmente, tra tutti gli Stati, il rischio sovrano. I paesi virtuosi, che si vedrebbero accollati i debiti dei paesi meno virtuosi. Realizzabili quando le politiche fiscali saranno armonizzate, dicono i due a Parigi, sapendo di parlare del futuro del mai. Detta oltre la diplomazia: non potendo intervenire sulla politica economica altrui, non abbiamo intenzione di metterci la faccia oltre che i soldi.