E’ ancora incerto il destino del presidente yemenita Ali Abdullah Saleh, come incerto continua ad essere un suo possibile ritorno a Sana’a o un eventuale passaggio del potere pacifico. In ogni caso, i giovani rivoluzionari yemeniti continuano ad agire con lo spirito d’animo di chi sta compiendo una missione che sta avendo successo. Varie celebrazioni informali si sono succedute per le strade del paese, supportate anche dai numerosi siti web e dei gruppi fondati per riportare ogni singolo momento di questo periodo storico in cui si festeggia la partenza di Saleh.
In realtà l’attività dei giovani online è andata ben oltre semplici celebrazioni, includendo discussioni e proposte su come prevenire un eventuale sabotaggio della rivoluzione da parte dei seguaci di Saleh, ma si è anche cercato di capire quali siano gli step necessari all’alba della partenza di Saleh. Indipendentemente dal fatto che il movimento giovanile abbia raggiunto o meno i suoi scopi, la vitalità e l’energia mostrata dai giovani rivoluzionari e la loro grande capacità di far sentire la propria voce, sono degni di lode. I giovani yemeniti hanno diffuso le loro proteste e le dimostrazioni nelle piazze pubbliche yemenite proprio grazie alle attività online.
Gli egiziani e i tunisini hanno adottato la stessa strategia, e la stanno ancora usando. Nel frattempo la gioventù yemenita odierna sta tentando di portare a termine tutti gli obiettivi che si era prefissata, assicurandosi che diventino realtà. La primavera araba ha rivelato l’esistenza di comunità parallele, o meglio di comunità online. In ogni caso, la situazione nello Yemen è diversa da quella in Tunisia o in Egitto. Lo Yemen è uno dei paesi più poveri del mondo, soffrendo di un alto tasso di analfabetismo (52%), ed il numero di utenti della rete, anche se non ci sono conferme ufficiali, è abbastanza scarso.
Ciononostante ci sono segnali di speranza. I giovani non hanno limitato la loro azione all’interno della rete; hanno inoltre usato telefoni cellulari in modo efficace. Anche se i media nello Yemen sono delimitati a quelli controllati dallo stato, la gioventù rivoluzionaria aggiorna i siti web giorno per giorno. Hanno inoltre pubblicato giornali e opuscoli che venivano distribuiti nei siti di protesta; altro ruolo chiave è stato interpretato dalle donne yemenite. Nello Yemen, un paese nel quale lo spauracchio di Al-Qaeda viene usato per terrorizzare la popolazione, i giovani rivoluzionari hanno fatto uso del rap e della musica popolare al fine di far sentire le loro voci.
Queste nuove comunità, formatesi dall’ottavo continente che è Internet, hanno avuto l’abilità di infiltrarsi nello scenario generale e di creare un movimento che si è sviluppato e diffuso tanto da essere abbastanza potente e capace di opporsi al potere dei regimi e all’autorità dei governi. Queste comunità online si trovano di fronte a due sfide: la tirannia dei governi e la capacità di poter sfruttare internet per diffondere i propri messaggi.
Anche se le nostre nuove comunità non sono realmente evolute in vere e proprie società e la dura realtà di un paese come lo Yemen è molto più forte della presenza virtuale del paese, la forza e la potenza di questa comunità online giace nel suo appello verso un futuro opposto ad un passato pieno di arretratezza.
Un futuro in grado di sconfiggere il passato. E’ questo lo scopo della Primavera araba.