5 designer italiani che hanno cambiato il modo di abitare (e perché tutti dovrebbero sapere chi sono)
Top

5 designer italiani che hanno cambiato il modo di abitare (e perché tutti dovrebbero sapere chi sono)

.

5 designer italiani che hanno cambiato il modo di abitare (e perché tutti dovrebbero sapere chi sono)
Preroll

globalist Modifica articolo

19 Gennaio 2026 - 12.23


ATF

Il modo in cui viviamo la casa non è mai neutro: riflette trasformazioni sociali, cambiamenti culturali e nuove priorità quotidiane. Alcuni designer hanno inciso in modo decisivo su questa evoluzione, ridefinendo il rapporto tra spazio, oggetti e persone. Le loro idee non si sono limitate a creare arredi iconici, ma hanno introdotto nuovi modi di intendere il comfort, la funzione e il ruolo dell’abitare.

L’Italia occupa ancora oggi una posizione centrale nel design di interni grazie a realtà come Edra, note a livello internazionale per un approccio che considera l’arredo non solo come oggetto d’uso, ma come esito di una ricerca culturale e progettuale stratificata. Questa forza nasce però dal dialogo continuo con figure di primo piano del design, progettisti che hanno lasciato e continuano a lasciare un segno indelebile nel design dell’arredo. Per questa ragione, anche a distanza di anni, i loro lavori continuano a essere attuali.

1) Gio Ponti

Architetto, designer e saggista nato nel 1891, Gio Ponti è stato uno dei protagonisti assoluti dell’architettura e del design italiano del dopoguerra; promuovendo con forza l’idea di un design industriale capace di unire qualità culturale e produzione in serie. Per Ponti, l’arredo moderno doveva essere accessibile, intelligente e adatto alla vita reale.

Il suo contributo ha cambiato il modo di abitare rendendo la casa un luogo leggero e flessibile. I suoi progetti hanno anticipato l’idea contemporanea di una casa mutevole e aperta al cambiamento, che si adatta allo stile di vita di chi la abita. 

Leggi anche:   Siti scommesse Non AAMS sicuri con pagamenti rapidi MuchBetter

Oggi questa visione si riflette in molti interni contemporanei, dove funzionalità, leggerezza visiva e qualità progettuale convivono senza ostentazione. Arredi sottili, palette chiare e colori neutri restituiscono un’idea di casa moderna e razionale, ma mai rigida.

2) Cini Boeri

Cini Boeri è stata una delle figure più lucide e radicali del design italiano del Novecento. Architetta e designer, ha sempre progettato partendo dall’osservazione della vita quotidiana, con un’attenzione particolare ai bisogni reali delle persone e alla dimensione domestica come spazio vissuto. I suoi progetti, spesso innovativi anche dal punto di vista tecnico, hanno introdotto una nuova idea di comfort, libertà e informalità nell’abitare.

Il lavoro di Cini Boeri è ancora estremamente attuale perché anticipa temi oggi centrali: flessibilità degli spazi, arredi pensati per l’uso quotidiano e attenzione al corpo e ai gesti. I suoi divani e sistemi modulari raccontano una casa meno rigida, più mutevole e adattabile, dove il design non impone regole ma accompagna la vita di chi abita gli spazi. 

3) Francesco Binfaré 

Francesco Binfaré è una figura trasversale: è al contempo un intellettuale, un artista e un designer. Durante la guerra trascorse la sua infanzia in Valtellina, stando molto a contatto con la natura, fattore che ha influenzato il suo modo di osservare il corpo e i suoi movimenti, degli aspetti cruciali che si riflettono nella sua progettazione.

Leggi anche:  Rifiutare le Slot: Una Scelta Etica

I suoi lavori sono diventati iconici perché esprimono una visione del comfort legata al benessere: non è il corpo ad adattarsi all’arredo, ma l’arredo ad adattarsi al corpo. 

Questa impostazione è oggi pienamente riconoscibile nelle tendenze di design basate sul comfort, le quali sono caratterizzate da ambienti accoglienti e appositi spazi per il relax. Qui generalmente  sono presenti ampi divani e sedute che favoriscono sia il benessere fisico che emotivo, trasformando la casa in un luogo di vera e propria rigenerazione

4) Gae Aulenti

Gae Aulenti è stata una figura fondamentale nel panorama dell’architettura e del design italiano e internazionale. Il suo lavoro ha attraversato con naturalezza architettura, allestimenti museali, interior e design industriale, dimostrando come lo spazio domestico possa dialogare con la storia, l’arte e il contesto culturale.

Aulenti ha cambiato il modo di abitare introducendo un’idea di casa colta e stratificata, dove passato e presente convivono senza gerarchie rigide. La sua visione è oggi attualissima negli interni che mescolano elementi storici e contemporanei, materiali importanti e soluzioni funzionali. Il suo approccio dimostra che il comfort non è mai separato dalla cultura e che l’abitare può essere al tempo stesso semplice e profondamente significativo. 

Leggi anche:  Bolletta elettrica: guida semplificata alle sigle che nessuno spiega (ma tutti dovrebbero conoscere)

5) Afra Bianchin

Afra Bianchin, spesso associata alla figura di Tobia Scarpa, ha avuto un ruolo centrale nello sviluppo del design italiano del secondo Novecento. Architetta e progettista, ha contribuito a definire un’idea di arredo basata sull’equilibrio tra innovazione, qualità artigianale e produzione industriale. Il suo lavoro ha sempre messo al centro la relazione tra progetto, materiale e uso.

L’attualità di Afra Bianchin risiede nella sua capacità di progettare oggetti essenziali ma mai anonimi, pensati per durare nel tempo e accompagnare la vita quotidiana. I suoi progetti parlano oggi a chi cerca un design sobrio, intelligente e consapevole, in cui l’estetica non è mai fine a se stessa ma nasce da una profonda attenzione alla funzione e alla qualità dell’abitare. 

Questi cinque designer dimostrano che l’arredamento non è solo una risposta estetica, ma una forma di pensiero applicata alla vita quotidiana. Le loro idee continuano a offrire strumenti utili per leggere il presente: dalla necessità di spazi più flessibili alla ricerca di comfort autentico, dalla responsabilità del progetto alla libertà espressiva. Sono tutti esempi di come il design italiano abbia la capacità di rinnovarsi senza perdere profondità. È un patrimonio vivo, capace di suggerire sempre nuovi modi di abitare, anche in futuro.

Native

Articoli correlati