Addio a Rocco Commisso, il presidente che ha riportato ambizione alla Fiorentina
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Addio a Rocco Commisso, il presidente che ha riportato ambizione alla Fiorentina

Il presidente e proprietario della Fiorentina si è spento a 76 anni dopo un lungo periodo di cure

Addio a Rocco Commisso, il presidente che ha riportato ambizione alla Fiorentina
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17 Gennaio 2026 - 13.22 Culture


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Firenze si è svegliata avvolta dal silenzio e dal dolore. Nella notte si è spento Rocco Commisso, presidente della Fiorentina, uomo che aveva legato il proprio nome, la propria passione e il proprio destino ai colori viola. Aveva 76 anni. La notizia è stata diffusa dalla società con un messaggio sui social, aprendo una giornata di lutto per il calcio italiano e per un’intera comunità che in Commisso aveva ritrovato ambizione, orgoglio e speranza.

Commisso era malato da tempo, anche se nelle ultime settimane non erano emersi segnali di un aggravamento delle sue condizioni. Nato in Calabria, da bambino emigrò con la famiglia negli Stati Uniti, dove costruì una straordinaria carriera imprenditoriale. Dopo la laurea fondò Mediacom, azienda destinata a diventare uno dei principali colossi mondiali nei sistemi via cavo.

Grande appassionato di calcio, nel 2017 acquistò i New York Cosmos e nel 2019 rilevò la Fiorentina, segnando l’inizio di una nuova era per il club viola. Sotto la sua presidenza la squadra sfiorò la conquista di un trofeo, raggiungendo due finali di Conference League e una finale di Coppa Italia.

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Numerosi i messaggi di cordoglio dal mondo dello sport e delle istituzioni. Il ministro per lo Sport Andrea Abodi ha ricordato Commisso come «un uomo vero, semplice, schietto, sincero e carismatico, appassionato di calcio e innamorato della “sua” Fiorentina», sottolineandone «la passione e la generosità, la tenacia e la determinazione, l’amore per l’Italia, per la sua terra natia e per Firenze».

Con la scomparsa di Rocco Commisso si chiude una stagione importante della storia recente della Fiorentina. Restano l’impronta di un presidente presente, diretto e profondamente legato alla città, e il segno di un progetto che aveva riportato il club al centro del calcio italiano ed europeo. Firenze, la Fiorentina e il mondo dello sport oggi lo salutano con rispetto e riconoscenza.

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