Roma e Milan ricordano Agostino Di Bartolomei a 30 anni dalla sua morte: "Ago, ieri, oggi e sempre"
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Roma e Milan ricordano Agostino Di Bartolomei a 30 anni dalla sua morte: "Ago, ieri, oggi e sempre"

La Roma, impegnata in Australia con il Milan, ha voluto ricordare insieme al club rossonero il calciatore, pubblicando una foto con due maglie (una giallorossa e l'altra milanista) dedicate a Di Bartolomei.

Roma e Milan ricordano Agostino Di Bartolomei a 30 anni dalla sua morte: "Ago, ieri, oggi e sempre"
Roma e Milan ricordano Agostino Di Bartolomei
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29 Maggio 2024 - 11.57


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«Ago, ieri, oggi e sempre». Con questo post la Roma ricorda la scomparsa del suo storico capitano, Agostino Di Bartolomei, alla vigilia del trentennale della sua morte. La Roma, impegnata in Australia con il Milan, ha voluto ricordare insieme al club rossonero il calciatore, pubblicando una foto con due maglie (una giallorossa e l’altra milanista) dedicate a Di Bartolomei.

A posare con le divise sono De Rossi e Smalling per la Roma, Bonera e Calabria per il Milan. Le due società, che venerdì si affronteranno in amichevole a Perth, vestiranno anche una maglia speciale con la patch per Agostino. 

Nel giorno del trentennale dalla morte di Agostino Di Bartolomei, il 30 maggio, RaiPlay Sound lo omaggia con un podcast a cura di Manuel Fondato: «Agostino Di Bartolomei – Il capitano silenzioso», che ripercorre i principali avvenimenti della sua carriera. Quattro le 4 puntate dedicate interamente alla storia del grande capitano della Roma campione d’Italia 1983 che il 30 maggio 1994 si è tolto la vita, sparandosi un colpo di pistola, a Castellabate, dove si era stabilito alla fine della sua carriera. Quel giorno erano trascorsi 10 anni esatti dalla finale di Coppa dei Campioni tra la Roma e il Liverpool, punto più alto della carriera di Di Bartolomei.

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Per lui, romano e romanista, guidare la sua squadra verso l’ultimo atto della più prestigiosa competizione continentale per club, mai raggiunta prima, nello stadio di casa, l’Olimpico, era quanto di meglio potesse desiderare, fin da quando calcava i campi di periferia a Tor Marancia. La Roma non vinse quella notte, si fermò a 11 metri dal sogno. Non fu sconfitta nei 90′ regolamentari, ma perse ai calci di rigore. Di Bartolomei calciò il primo e segnò; lui era uno specialista e li segnava sempre. Questo non bastò. Finito il sogno, iniziò la crisi: la separazione con la Roma, il lento declino, l’approdo in squadre minori come Cesena e Salernitana.

La fine della carriera coltivando un altro sogno, quello di restare nel suo mondo del calcio, che però gli chiuse le porte. Agostino non lasciò alcun biglietto di addio, soprattutto non lasciò mai presagire il terribile intento di togliersi la vita, ma la scelta di quella data, non casuale, era di per sé un grido di dolore lancinante. La scelta di definirlo nel titolo «capitano silenzioso» è consona al suo profilo di antidivo, quadrato, razionale e carismatico, figlio di un calcio che non esiste più se non nei ricordi di chi lo visse in prima persona. 

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