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Gattuso rifiuta le accuse di razzismo: "Non sono come mi descrivono sui social, sto soffrendo"

"Qui il patibolo tecnologico si abbatte e definisce sentenze senza possibilità di appello. Io non sono un tipo da social. Se mi chiamano Ringhio, ci sarà un motivo" ha confessato al Corriere della Sera.

Gattuso rifiuta le accuse di razzismo: "Non sono come mi descrivono sui social, sto soffrendo"

globalist

8 Giugno 2022 - 15.18


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Gennaro Gattuso è finito ancora una volta al centro delle polemiche per alcune su frasi pronunciate negli anni scorsi e tornate alla ribalta per il suo accostamento alla panchina del Valencia. L’ex centrocampista azzurro, si è raccontato in una lunga intervista al Corriere della Sera, partendo dalle accuse di razzismo degli ultimi giorni: 

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“Non sono come mi descrivono sui social, queste accuse mi fanno soffrire. Si prendono dichiarazioni di anni diversi, le si isola dal contesto e si imbastiscono processi con l’obiettivo di delegittimare una persona, una vita. I tribunali sono cose serie: qualcuno accusa, qualcuno difende, qualcuno giudica. Qui il patibolo tecnologico si abbatte e definisce sentenze senza possibilità di appello. Io non sono un tipo da social. Se mi chiamano Ringhio, ci sarà un motivo. Non vado a caccia di facili consensi, non faccio il simpatico a comando. Sono uno che lavora, che ha sempre lavorato, che ha faticato tanto e che è grato alla vita per quello che gli ha dato”.

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Quando sento dire che sono razzista mi sembra di impazzire -sottolinea il 44enne calabrese -. Nessuna persona, mai, può essere giudicata per il colore della pelle. Conosco tanti con la pelle bianca che non si comportano bene. Il razzismo va combattuto, sempre. Ho allenato decine di giocatori che avevano la pelle diversa dalla mia, nel mio ristorante ne lavorano tre, ho avuto compagni di squadra ai quali ho voluto bene. Per me non conta il colore della pelle, conta la persona. La sua onestà, la sua lealtà”.

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Altra frase contestata a Gattuso risale al 2008, quando il centrocampista allora al Milan disse che per lui, cattolico, il matrimonio è tra uomo e donna: “Ma poi aggiunsi che per me ognuno è libero di fare come vuole. Ed è proprio quello che penso. Ogni libertà, compresa quella dei comportamenti sessuali, è benvenuta, è segno di progresso”.

Poi la frase sulle donne e la loro capacità di gestire il calcio, in relazione a Barbara Berlusconi: “No, assolutamente no. In ogni campo le donne fanno come e meglio degli uomini. Lo stanno dimostrando nei governi, nelle aziende, in ogni settore. Più donne avranno responsabilità e meglio sarà. Le aggiungo una cosa, che può spiegare il mio stato d’animo quel giorno: io considero Galliani come la persona migliore che ho incontrato nel calcio. Sapeva dire sempre la cosa giusta nel momento giusto”.

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L’ex centrocampista del Milan torna anche sull’episodio della testata a Jordan, durante una partita di Champions tra i rossoneri e il Tottenham: “Ho sbagliato e me ne vergogno. Quello è qualcosa che ho fatto. È stato un ingiustificabile errore. Certo, potrei dire che sono cose di campo. Succedono, purtroppo. Ma invece me ne vergogno. Ho un figlio di quattordici anni, lei crede che io non mi vergogni davanti a lui per quella follia, quando me ne chiede giustamente conto”.

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