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Il W. Post cade in basso: insinua che Jacobs abbia fatto ricorso al doping

Il quotidiano Usa sottolinea il miglioramento improvviso dell'atleta e aggiunge: "Jacobs merita il beneficio del dubbio, ma il suo sport no"

Marcell Jacobs
Marcell Jacobs

globalist

2 Agosto 2021 - 16.28


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Un attacco gratuito che veramente non fa onore al quotidiano..

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 Dopo gli scivoloni visti sulla stampa inglese dopo la vittoria dell’Italia nella finale degli Europei di calcio, la stampa anglosassone, stavolta d’Oltreoceano, sembra voler continuare a fare torto alla propria tradizione di obiettività basata sui fatti. 

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Bersaglio dell’attacco lanciato dal Washington Post è il nuovo campione olimpico dei 100 metri Lamont Marcell Jacobs, definito “l’italiano nato in Texas, dalle spalle larghe e dalla testa rasata, che ha scioccato il mondo”.
Il quotidiano Usa mette in dubbio la genuinità della vittoria di Jacobs e, senza mai nominarlo esplicitamente, evoca il fantasma del doping.

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“Non è colpa di Jacobs se la storia dell’atletica fa sospettare dei miglioramenti improvvisi e immensi. Gli annali dello sport sono disseminati di campioni a sorpresa che poi si sono rivelati dei truffatori”, scrive il Washington Post. “Sarebbe ingiusto accusare Jacobs”, concede il Post, ma “sarebbe sbagliato non riconoscere il contesto della sua impresa. Jacobs merita il beneficio del dubbio, ma il suo sport no”, afferma il quotidiano statunitense.
 A beneficio della propria tesi, altrimenti non supportata da alcun elemento concreto, il Washington Post ricorda che il 26enne neo campione olimpico “fino alla scorsa primavera si era esibito alla periferia dell’élite dello sprint” e che il suo tempo di 9,84 secondi è di 0,1 secondi più veloce di quanto avesse mai corso prima delle Olimpiadi, un incredibile margine di miglioramento”.

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