Lazio, Ciro il grande. Le Pagelliadi: Lazio-Milan 4-1

Una grande Lazio ha steso con merito e con un risultato eclatante quel Milan che tutti i media accreditavano come la squadra più in palla del campionato.

Ciro Immobile

Ciro Immobile

globalist 10 settembre 2017

9 e mezzo a c pienz tu Cirù? (cit. Gomorra)
Una grande Lazio ha steso con merito e con un risultato eclatante quel Milan che tutti i media accreditavano come la squadra più in palla del campionato. Dopo aver preso le misure agli avversari, gli Inzaghi boys hanno disputato una partita eccellente, cuocendo i rossoneri alla diavola e facendo impazzire la gente laziale accorsa all’Olimpico nonostante il nubifragio abbattutosi sulla città e il rinvio annunciato tardivamente che aveva sparigliato le carte. Protagonista assoluto del match, Ciro nostro, che con una tripletta e l’assist per il quarto gol, ha concretizzato al meglio il gioco dei compagni e ha rimandato a casa il sopravvalutato Montella con la coda fra le gambe. Avanti Lazio!


8+ a Lupo Alberto
Il migliore in mezzo al campo, ha pure ridicolizzato il suo dirimpettaio rossonero che fino a ieri giocava (giocava…) per noi. Ce se crede che sia diventato così forte? A primo acchitto no, poi lo vedi giocà e te ricredi. Come succede per Amadeus, che per come se presenta nun je dai na lira, ma poi manda avanti la baracca di Reazione a catena da solo come un treno. Con quel ciuffo biondo come Mirko di “Kiss me Licia” poi, ha aggiunto un tocco d’artista alle sue performance. Praticamente è pronto pure per Sanremo.


8 a veni, vidi, Lulic al 71°
L’eroe del 26 maggio ha colpito ancora. Non solo per gli assist ma per la voglia di vincere contro tutto e tutti che lo anima e che lo fa un giocatore unico e sempre determinante. C’avrà pure i piedi fucilati, ma c’ha ‘na tigna che lèvete. Ce ne fossero di avvelenati come lui, sarebbe ‘na pacchia. Ha giocato e crossato da destra, si è sganciato e ha crossato da sinistra, praticamente ha mandato al manicomio Bonucci e compari. Grandissimo. Provaci ancora Senad, siamo con te.


7 e mezzo al Sergente
E’ partito in sordina, come Malgioglio alla “Vita in diretta”, poi ha conquistato sempre più spazio, come Malgioglio appunto. Del resto si sa che la qualità dell’Esorciccio e tanta roba. Avete presente Belen?


7+ a dillo a Parolo tuo
Lo stakanovista biancoceleste è tornato. Se poi riuscisse ad aggiustare il tiro sarebbe il massimo. Come Verdone se riproponesse i personaggi degli esordi. Trionfo assicurato.


7 a Basta così
Il serbo serve, come diceva Totò riferendosi alle cameriere. Se continua così “Siamo come i tori a Pamplona”, primi in classifica.


7 all’Olandese volante
Il vero Ministro della Difesa. La Pinotti prenda nota.


6 e mezzo a Sylva Strakoshina
Dai, le sue parate le ha fatte, ormai non è una novità. Piuttosto si alleni di più a Burraco, che stava per perdere con i fotografi posizionati dietro la sua porta il torneo che negli anni passati ha visto trionfare Muslera, Carrizzo e Bizzari.


6 e mezzo a Lucas 2 (quello che ride)
Tomo tomo cacchio cacchio er Principito che vince (manco arrivato, subito la Supercoppa), si è piazzato davanti la difesa e ha iniziato a rubare e smistare palloni, un cerbero. Né più né meno del ministro dell’Interno Minniti.


6 e mezzo a Innamoradu
Il più romano dei rumeni c’è. Immarcescibile. Come Pippo Baudo.
6+ a Lukakau Meravigliau
Questo c’ha n’accellerata che la Polstrda non riesce neanche a pizzicarlo con l’autovelox per quanto è veloce.
6 a Sergio Ramos (je piacerebbe)
Buttato nella mischia nel finale in vista del turn over per l’Europa League. Dieci minuti per assaggiare il campo. Se avrà capito come se magna da ste parti e se sarà una buona forchetta lo scopriremo alla prossima puntata. Cannavacciuolo comunque è allertato.


6- a Bastos e avanzos
L’anello debole del reparto arretrato, sfortunato e soprattutto confusionario. Un po’ come Eros Ramazzotti che ha scambiato la buonanima di Pavarotti per Jovanotti in eurovisione. Na figura de…


2- - a Biglia R. Dino
“Vado al Milan per vincere”. Ah ah ah. Le ultime parole famose.



Appunti di gioco
di Roberto Taglieri


Domenica, 10 settembre 2017
Nella terza di Campionato una Lazio cinica e perfetta abbatte il Diavolo. Una tripletta di Ciro Immobile e un gol di Luis Alberto piegano il Milan nella gara iniziata un ora più tardi per il maltempo; di Montolivo la rete della bandiera per il 4-1 finale. Per il big match della giornata i rossoneri non dispongono di Conti e lo sostituisce Calabria; Romagnoli è recuperato ma insieme con Bonucci dietro ci sarà Musacchio; infine Biglia è al suo posto a centrocampo contro i suoi ex compagni. Biancazzurri col morale alto dopo la vittoria in trasferta di Chievo ma i nuovi acquisti restano out: con Felipe Anderson sempre infortunato Luis Alberto e Milinkovic fanno da raccordo ad Immobile per un modulo 3421. Si attendeva un Olimpico gremito, in realtà lo stadio mostra grandi spazi vuoti, complice la pioggia, caduta copiosamente sulla Capitale: almeno 30.000 comunque al fischio iniziale di Rocchi. Prima parte della gara in sostanziale equilibrio, col Milan che gestisce meglio il pallone e tiene la squadra di Inzaghi un po’ schiacciata nella propria metà campo. Al 14’ Wallace si fa male e gli subentra Bastos, che un attimo dopo su calcio d’angolo non riesce a deviare sotto porta il pallone del possibile 1 a 0. Al 25’ Luis Alberto è atterrato in area da Musacchio ma Rocchi lascia andare; i biancocelesti però dopo la mezz’ora prendono campo e concretizzano al 37’, quando l’arbitro stavolta assegna il rigore per il fallo in area di Kessie su Luis Alberto. Immobile sigla il penalty mettendo la palla alla destra di Donnarumma.e la Lazio va in vantaggio. Passano 4’ e per i biancocelesti è 2-0: il cross di Lulic, per l’occasione passato dall’altro lato del campo, trova Immobile che con un meraviglioso destro al volo mette un diagonale imparabile dietro alle spalle del portiere e con questo risultato finisce anche il primo tempo. Le nuvole e la pioggia già anticipano l’imbrunire, ma per il Milan è notte fonda già all’inizio di ripresa. Da una discesa di Lulic è Parolo a porge in area a Immobile, che con freddezza imbusta la sua personale tripletta, ma dopo un solo minuto, stavolta con la difesa rossonera scoperta, ancora Immobile se ne va sulla sinistra e passa all’accorrente Luis Alberto, che di piatto fa poker. Montella provvede a sostituire Cutrone e Borini; appena dentro Calhanoglu e Kalinic, Montolivo si ritrova il pallone sui piedi dopo una ribattuta di Bastos e mette alle spalle di Strakosha la rete del 4-1. Al 63’ Musacchio tira su Strakosha e poi Kessie spara altissimo. Invece al 70’ Immobile in ripartenza non riesce a mettere in gol, sbagliando di poco la mira a tu per tu con Donnarumma. La gara ora diventa un mezzo allenamento: il Milan non ha la forza di recuperare, i biancazzurri controllano senza patemi. Da segnalare l’esordio di Ramos, l’espulsione di Parolo per somma di ammonizioni a tempo scaduto e l’uscita di un tiepido sole prima del fischio finale di Rocchi, che sancisce il termine della gara ed il rotondo successo laziale. Il Milan esce ridimensionato, la Lazio invece sembra essere davvero un bel giocattolo. I biancazzurri a quota 7 punti in classifica con questa affermazione maturata contro un grande avversario accrescono l’autostima e si godono questo bel momento. E’ presto per giudicare ma questa squadra ha carattere e grande coesione, due caratteristiche essenziali che potrebbero portare lontano.



LAZIO MILAN 4–1 38’ 41’ 48’ Immobile 49’ Luis Alberto 56’ Montolivo


LAZIO: Strakosha, Wallace (14’ Bastos), De Vrij, Radu (80’ Ramos), Basta, Leiva, Parolo, Lulic (65’ Lukaku), Milinkovic, Luis Alberto, Immobile. All Inzaghi
MILAN: Donnarumma, Calabria, Musacchio, Bonucci, Rodriguez, Kessie, Biglia, Montolivo, Suso (73’ Bonaventura), Cutrone (55’ Calhanoglu), Borini (55’ Kalinic). All. Montella
Arbitro Rocchi