Mps:un Cda interlocutorio. Il segretario provinciale del Pd sollecita il governo e invita a mantenere alto l’impegno unitario
Top

Mps:un Cda interlocutorio. Il segretario provinciale del Pd sollecita il governo e invita a mantenere alto l’impegno unitario

Ribadita nel documento la validità del piano di Luigi Lovaglio. Ora tutta l’attenzione si sposta sull’assemblea dei soci del 29 ottobre. Il valore dell’impegno unitario ribadito da Nico Bartalini che richiama il governo alle sue responsabilità 

Mps:un Cda interlocutorio. Il segretario provinciale del Pd sollecita il governo e invita a mantenere alto l’impegno unitario
Preroll

DirettoreOLTREilPonte Modifica articolo

13 Ottobre 2026 - 16.13 Oltreilponte


ATF

Gli occhi di tutti i media italiani erano puntati, nella tarda serata di Lunedì 12 ottobre, su Rocca Salimbeni dove si era riunito il Consiglio di amministrazione del Monte dei Paschi di Siena. E’ durato tre ore ma da questa attesa riunione non è uscita alcuna decisione rilevante. Il Cda si è limitato a rivalutare la nuova offerta di Intesa Sanpaolo giorni addietro l’aveva ritoccata di 25 centesimi, subordinandola alla bocciatura del piano alternativo dell’amministratore delegato Luigi Lovaglio.

Le insistite mosse di Intesa mirano a coagulare attorno a sé un consenso tra i soci di Mps così da bloccare l’approvazione del Piano Lovaglio nell’assemblea del prossimo 29 ottobre. Il comunicato emesso al termine di questa importante riunione “non contiene alcuna indicazione di nuove operazioni che possano contrastare l’offerta di Intesa – scrive l’Ansa- né annuncia un rinvio dell’assemblea, che dunque si terrà a fine mese e nella quale la doppia offerta su Banco Bpm e Banca Generali, insieme al dividendo da 4 miliardi, è destinata a infrangersi contro l’opposizione di almeno un terzo della compagine azionaria, sufficiente a decretarne la bocciatura”. Hanno quindi, in pratica parlato prevalentemente delle considerazioni preliminari in merito all’Opas dopo le ultime controproposte. Su queste considerazioni si è ancora una volta diviso il Cda, con la minoranza che ha espresso la propria contrarietà rispetto ai contenuti del comunicato.

Nella nota Mps conferma che il progetto con Bpm e Banca Generali “valorizza l’identità e l’integrità” di Siena. Il piano varato viene presentato come un solido e razionale progetto industriale ed economico che mira ad “accrescere il valore per gli azionisti attraverso una maggiore scala, la diversificazione delle fonti di ricavo e la loro partecipazione significativa al capitale e al valore futuro del gruppo risultante”. Il Piano di Intesa, mira invece, scrive la nota del cda di Mps, a  disaggregare la Banca senese con “l’allocazione delle sue attività tra distinti perimetri proprietari e industriali”, per l’effetto della cessione di metà della rete a Unipol, “e dipende, per la propria configurazione finale, da ulteriori passaggi, decisioni e autorizzazioni”, inclusa quella dell’Antitrust, che sull’Opas ha aperto un’istruttoria.

Il Cda si è quindi rivolto agli azionisti Mps chiamati ad assumere decisioni rilevanti per il futuro della banca in un contesto di perdurante incertezza e prima della pubblicazione del Documento di Offerta di Intesa, pubblicazione “subordinata all’ottenimento delle necessarie autorizzazioni regolamentari, inclusa” quella dell’Antitrust nonché prima che Mps si sia potuta “esprimere” formalmente con il comunicato dell’emittente.

In sostanza una riunione del Cda quanto mai interlocutoria: Lovaglio non ha presentato nessuna contromossa limitandosi, nella sostanza, come sottolinea anche Sole 24ore , a ribadire che “il premio offerto da Intesa è inferiore alla media”.  Rimane invariata la data dell’assemblea per il 29 di ottobre. Sarà quella la sede in cui le forze si misureranno definitivamente sulla proposta ribadita dalla maggioranza del Cda. In quella occasione infatti si esprimeranno i maggiori azionisti di Mps a partire da Delfin, che detiene una quota azionaria del 17,6%. Ha dichiarato di recente in maniera aperta di aderire all’Opas di Intesa e a votare in assemblea in modo coerente con le condizioni dell’offerta. Anche Francesco Gaetano Caltagirone,  (13,26% di Mps): ha dichiarato di votare  contro la fusione con Mediobanca.  Infine anche azionisti con quote minori come la famiglia Benetton e Praude Asset Management. 

Il Cda ha solo preso tempo? Si chiedono i più. Lo ha fatto ma ribadendo con forza l’alto contenuto finanziario, economico e valoriale della proposta avanzata da Lovaglio. Ma su tutta questa operazione, sulla quale hanno puntato gli occhi gli azionisti della Borsa di Milano, sia la politica locale non può essere silente. Per fortuna non tutti tengono la bocca chiusa, come fanno gran parte degli esponenti del Centrodestra.  Ci ha pensato, oggi, il segretario provinciale del Pd a richiamare il governo Meloni alle proprie responsabilità rispetto a ciò che sta accadendo. “La vicenda Monte dei Paschi- dichiara Nico Bartalini in una nota- ha subito forti accelerazioni nelle ultime settimane e per questo crediamo sia arrivato il momento di rilanciare un’iniziativa unitaria della Regione, della Provincia e del Comune di Siena, per chiedere al Governo come intenda dare seguito alle richieste del territorio, sostenute anche dalle organizzazioni sindacali, dalle associazioni di categoria e dalla città, attraverso impegni e garanzie formali. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha espresso pubblicamente l’auspicio che la banca non venga smembrata e non perda il proprio nome e la propria identità. Ma come intende il Governo dare seguito a tali dichiarazioni? Non si tratta di chiedere al Governo di decidere gli assetti societari della banca, ma di sapere quali strumenti intenda attivare, nell’ambito delle proprie competenze, per dare garanzie formali rispetto alle richieste del territorio. È finito il tempo delle rassicurazioni, ora è il momento dei fatti”.

Nico Bartalini ricorda come fin dall’inizio Regione, Provincia e Comune, pur partendo da posizioni politiche diverse,  hanno scelto la strada dell’unitarietà nella consapevolezza che  “la posta in gioco era troppo alta. In un momento in cui la politica si misura sullo scontro, le tre istituzioni hanno insistito per tutelare interessi che appartengono a Siena e alla Toscana prima ancora che alle singole forze politiche: l’integrità della banca, il mantenimento delle funzioni direzionali a Siena, la tutela di 4mila lavoratrici e lavoratori e dell’indotto, il marchio, la rete territoriale e quel rapporto con il tessuto economico e sociale che ha reso il Monte qualcosa di più e di differente da qualsiasi altra banca”,

Questa unità istituzionale ha prodotto anche l’incontro con il ministro dell’Economia Giorgetti e “ha contribuito a porre le questioni che riguardano MPS al centro del dibattito nazionale, dimostrando che quando un territorio parla con una sola voce ha la forza di farsi ascoltare” Sarebbe sbagliato se  proprio ora le  istituzioni e i partiti politici si limitassero ad “aspettare che siano soltanto le operazioni societarie a determinare il futuro della banca e una parte importante di quello economico e sociale di Siena. Dopo i documenti approvati e il confronto con il Governo, servono risposte precise, accompagnate da garanzie formali.

“E nell’attesa che arrivino, dobbiamo rimanere tutte e tutti mobilitati, al di là delle appartenenze, per continuare a far sentire la voce di Siena e dare forza al percorso fatto finora. Prima che si spengano definitivamente le luci su Siena e rimangano accese soltanto quelle sulle operazioni societarie che poco hanno a che fare con le persone e molto con il mercato”.

Native

Articoli correlati