L'Europa continua a bruciare. Francia e Spagna le nazioni più colpite
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L'Europa continua a bruciare. Francia e Spagna le nazioni più colpite

I due paesi hanno a proclamano lo stato di emergenza nazionale. In Italia sono la Sicilia e la Calabria a fare i conti con diversi focolai. I dati satellitari suggeriscono che il 2026 sarà il secondo anno per numero di roghi in Europa.

L'Europa continua a bruciare. Francia e Spagna le nazioni più colpite
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24 Luglio 2026 - 17.25 Culture


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Si alza sempre di più il bilancio di persone in Francia e in Spagna costrette a lasciare le proprie case a causa di incendi provocati da condizioni climatiche estreme. I due Paesi hanno proclamato lo stato di emergenza nazionale. È Pedro Sanchez a definire “drammatica” la situazione attuale in Spagna e anche in altri Paesi vicini come la Francia. Per mezzo di un post su X il primo ministro spagnolo ha espresso la sua vicinanza “A tutte le persone che stanno vedendo il fuoco distruggere i loro boschi e minacciare le loro abitazioni”, sostenendo che aiuterà la popolazione colpita durante l’emergenza e anche in seguito. Madrid è colpita da tre incendi boschivi e, nonostante il lavoro delle squadre antincendio, risulta ancora difficile controllarli al meglio.

Parlando con la stampa, il prefetto della regione Francisco Martin ha dichiarato che “i due incendi, quello di San Martin e quello di Villa del Prado, sono sul punto di fondersi e trasformarsi in un unico grande incendio che avanza in direzione di Navas del Rey”. La Comunità di Madrid ha offerto per tutta la notte un servizio di autobus extraurbani del Consorzio regionale dei trasporti (Crtm) per aiutare i 5 mila residenti, facilitando i trasporti di abitanti evacuati da Pelayos de la Presa.

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La Francia, invece, conta adesso 32 incendi boschivi e 50 mila ettari di terreno andati in fumo dall’inizio dell’anno. Quello più preoccupante si trova a Bordeaux, nella zona di Le Porge, dove il fuoco ha distrutto 4.800 ettari e causato 40 mila evacuazioni nella foresta delle Landes de Gascogne. 2700 ettari risultano bruciati nel sud-est della Francia e sono più di 300 le persone evacuate, mentre sale a 8700 ettari la superficie percorsa dal rogo che da mercoledì attacca la foresta a nord del bacino di Arcachon.

Secondo i dati satellitari del sistema europeo Effis, analizzati dall’AFP, il 2026 è il secondo anno per numero di incendi in Europa dall’inizio delle rilevazioni, risalente a 20 anni fa. Si contano tre vigili del fuoco rimasti vittime, due in Francia e uno in Italia. Anche nel Belpaese si contano diversi focolai, in particolare in Sicilia, dove 100 residenti e 22 pazienti di una clinica sono evacuati dopo che la terra ha superato i 40 gradi. Renato Schifani, presidente della Regione, ha sostenuto che siano stati dispiegati 6 mila militari e 20 mezzi aerei. Erano 344 gli incendi rilevati mercoledì, di cui 50 risultavano ancora attivi nella serata. Anche la Calabria registra più di 160 roghi nelle ultime 24 ore. Secondo la Protezione civile italiana a peggiorare l’espansione degli incendi sono le alte temperature e l’aridità del terreno. Gli studiosi del gruppo World Weather Attribution sostengono che la siccità presente in UE sia aggravata dall’emergenza climatica e a sua volta dall’utilizzo di combustibili fossili.

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Giovedì la Spagna ha dichiarato lo stato di emergenza nazionale per la regione di Madrid e la provincia di Aviladel . Il rogo più allarmante è a 100 chilometri dalla capitale, dove sono bruciati 32 mila ettari da inizio settimana. Effis sostiene che nel 2025 in Spagna si contavano più di 393 mila ettari bruciati, la rilevazione più alta nella sua storia recente. Il premier Sanchez ha presieduto una riunione del Comitato statale di coordinamento e direzione del Piano nazionale per le emergenze (Cecod) per analizzare la situazione attuale a Madrid, Castiglia e Leon. La riunione ha visto la presenza ministro dell’Interno Fernando Grande-Marlaska dal Centro di comando avanzato di Cenicientos, nella Comunità di Madrid. C’è stata anche una riunione presieduta dalla vicepresidente e ministra per la Transizione ecologica, Sara Aagesen, per monitorare gli attuali incendi presso il Centro nazionale di coordinamento delle informazioni sugli incendi boschivi, a Madrid.

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