Francesco Chiantese, quando il diritto alla salute ha le sue eccezioni
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Francesco Chiantese, quando il diritto alla salute ha le sue eccezioni

Il volto e la voce per un attore sono imprescindibili strumenti di lavoro. In un Sistema Sanitario Nazionale frammentato tra regioni e aree vaste, l’urgenza di una risonanza magnetica si scontra con la dura realtà per chi ha un corpo non conforme.

Francesco Chiantese, quando il diritto alla salute ha le sue eccezioni
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23 Giugno 2026 - 16.07 Culture


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di Caterina Abate

Da due mesi Francesco Chiantese ha metà volto paralizzato. Per un artigiano del teatro, che nella stagione estiva intensifica le sue attività sul palcoscenico certo un pessimo tempismo del destino. Secondo i medici si tratterebbe di una paralisi di Bell, un malfunzionamento di un nervo cranico, deputato a muovere i muscoli facciali. In genere è un problema che si risolve da solo nell’arco temporale di qualche mese, ma per un attore il tempo è letteralmente denaro, soprattutto in prossimità dei mesi estivi. Tutto ciò è il pregresso che ci serve sapere.

La sfida nella sfiga (mi si conceda questo gioco di parole di amara ironia), sta nella necessità di prenotare una risonanza magnetica tronco encefalica con contrasto, affinché si possano escludere problemi neurologici più gravi. Abbiamo omesso un particolare del nostro protagonista, che trasfigura questa storia in ben altro. Francesco Chiantese infatti, ha un corpo di 183 chili, e le sue spalle misurano 82 cm. I macchinari della risonanza magnetica standard non sono omologati alle sue misure di gigante buono del teatro, mentre quelle aperte non sono adatte per gli esami neurologici alla testa. “Da qualche parte in Italia c’è un macchinario adatto, mi dicono sia più probabile nei centri più grandi come Milano o Bologna” mi dice Chiantese che ho incontrato ieri a Siena (lui è residente a Chianciano). Il dove di preciso, tra le miriade di strutture sanitarie pubbliche e private del nostro paese, può però solo scoprirlo in autonomia, chiamando personalmente, chiedendo gli venga passato il tecnico radiologo. Nella speranza questo sia disponibile e si prenda nel caso la responsabilità di svolgere l’esame diagnostico.

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In quanto attore Francesco Chiantese ha la possibilità di contare su una rete, che gli ha consentito di rendere pubblico un fatto privato. La sua storia è infatti in questi giorni sulle pagine dei giornali, locali e nazionali. Così mi dice che con la “giornalata” qualcosa si è smosso. Eppure non dovrebbe essere questa la modalità di accedere ad un diritto. Sarebbe bastato un censimento nazionale delle attrezzature atte alla risonanza magnetica per persone obese, con le specifiche dimensioni e passare tale informazione ai CUP regionali e delle aree vaste. Possibile che nessuno abbia mai pensato a questo? A quanto pare. “Il problema dei corpi imprevisti”, commenta Roberta Parigiani, avvocata e attivista trans al post facebook di Chiantese. 

Chi rientra in canoni “normati” non ha la percezione di quanto sia complicato accedere a diritti che vengono negati a quanti invece hanno corpi non conformi, spesso invisibilizzati e sminuiti. Francesco Chiantese, in qualità di attore che lavora col proprio corpo non ha problemi con il fatto che il suo peso sia sulle pagine dei giornali. Se tutto questo possa servire affichè un tecnico radiologo si prenderà la briga e la responsabilità di fargli la risonanza magnetica, facendolo entrare in un macchinario con le braccia strette sul petto, per ridurre di quei centimetri che gli consentono si omologarsi alle dimensioni di un macchinario. Questo potrebbe però essere un problema per molte altre persone che non hanno il suo stesso potere pubblico, né hanno fatto un lavoro di coscienza sul proprio corpo.

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Un problema individuale si è trasformato così in rivendicazione collettiva. Francesco Chiantese con il suo corpo non omologato, ed un problema del tutto imprevisto alle soglie della stagione estiva ci ricorda quanto sia essenziale rimettere al centro della discussione politica ogni esistenza differente.

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