Il Regno Unito ha compiuto un passo decisivo nella lotta contro il fumo, approvando una legge destinata a cambiare radicalmente il futuro del tabagismo. Il Parlamento britannico ha infatti dato l’approvazione definitiva al Tobacco and Vapes Bill, una normativa innovativa che impedirà per sempre l’acquisto di tabacco a tutti coloro nati dopo il 1° gennaio 2009.
In concreto, questo significa che chi oggi ha 17 anni non potrà mai comprare legalmente sigarette nel Regno Unito, nemmeno una volta raggiunta la maggiore età. L’intento del governo è chiaro: costruire la prima “generazione senza fumo”, riducendo progressivamente il numero dei fumatori fino a eliminarlo.
La misura nasce non solo da motivazioni sanitarie, ma anche economiche. Solo in Inghilterra, il fumo provoca circa 64.000 morti ogni anno e comporta una spesa di circa 3 miliardi di sterline annui per il sistema sanitario nazionale, soprattutto per la cura di tumori e patologie cardiovascolari.
La legge introduce inoltre un ampliamento delle aree smoke-free: sarà vietato fumare anche nei parchi giochi per bambini e negli spazi esterni di scuole e ospedali. Particolare attenzione viene riservata anche alle sigarette elettroniche: per limitare la dipendenza da nicotina tra i più giovani, saranno vietati marchi e campagne pubblicitarie pensati per attrarre i minori, oltre al divieto di svapare in auto in presenza di bambini.
Anche le Maldive hanno adottato una misura simile a quella del Regno Unito: dal 1° novembre 2025 è vietato vendere, acquistare o consumare tabacco a chi è nato dopo il 1° gennaio 2007. Chi non rispetta la norma rischia multe fino a 50.000 rufiyaa, pari a circa 3.000 euro.
Nonostante ciò, l’applicazione della legge presenta diverse difficoltà. Le sigarette elettroniche, vietate per tutti, continuano a circolare tramite servizi di consegna a domicilio, mentre il fumo resta una pratica molto diffusa nella vita sociale maschile, soprattutto nei tradizionali caffè. Anche il settore turistico teme ripercussioni negative, soprattutto nei resort di lusso, e l’opposizione politica ha già annunciato l’intenzione di cancellare la legge in caso di vittoria alle elezioni del 2028.
In Italia, a differenza del Regno Unito, il fenomeno del fumo resta sostanzialmente stabile, anche se continua a destare preoccupazione. Secondo i dati Istat del 2025, i fumatori sono circa 10 milioni, pari al 18,6% della popolazione sopra gli 11 anni. Cresce invece in modo significativo l’uso di sigarette elettroniche e dispositivi a tabacco riscaldato, quasi raddoppiato dal 2021 al 2025, passando dal 3,9% al 7,4%. Questi prodotti sono particolarmente diffusi tra i giovani tra i 18 e i 34 anni, ma spesso non sostituiscono le sigarette tradizionali: si aggiungono al consumo abituale, rendendo ancora più difficile smettere definitivamente.
Secondo il report Istat 2025, oltre al fumo persistono altri importanti rischi per la salute in Italia: la sedentarietà coinvolge ancora il 30,8% della popolazione, soprattutto nel Sud; il 15,1% degli italiani ha un consumo di alcol a rischio, con un aumento del binge drinking; inoltre, il 46,4% degli adulti è in sovrappeso o obeso, con una situazione più grave nel Mezzogiorno.