25 aprile, Mattarella a San Severino Marche e all’Altare della Patria
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25 aprile, Mattarella a San Severino Marche e all’Altare della Patria

In questo clima di festeggiamenti, molti esponenti politici si sono recati in alcuni luoghi in cui il massacro e la liberazione dal nazifascismo sono stati maggiormente percepiti.

25 aprile, Mattarella a San Severino Marche e all’Altare della Patria
Il presidente Mattarella all'Altare della Patria (Fonte: Agi.com)
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25 Aprile 2026 - 13.13 Culture


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In occasione delle celebrazioni per l’81° anniversario della Liberazione, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha reso omaggio all’altare della patria al milite ignoto, posizionando come di consueto una corona d’alloro. Per l’occasione Mattarella era accompagnato dalla presidente Giorgia Meloni, e dai due presidenti della camera Ignazio La Russa e Lorenzo Fontana, erano presenti alcuni vertici dell’esercito e alcuni rappresentanti delle associazioni combattentistiche. 

Il Capo dello Stato, sempre in mattinata, si è recato a San Severino Marche, nelle Marche, che in occasione si è adornata e tinta di tricolore. Ad accogliere il presidente tante persone, anche bambini, che affollano il percorso che ha condotto il Capo dello Stato in piazza del Popolo. Trasformata in un luogo di ritrovo animato e al tempo stesso ricco di valore civico, mentre appare imponente il dispositivo di sicurezza predisposto, con un massiccio schieramento delle forze dell’ordine. 

La visita del capo dello Stato segna l’apice di un percorso di valorizzazione del ruolo svolto dal territorio settempedano durante la Resistenza. Nel 2022 lo stesso Sergio Mattarella conferì alla città la medaglia d’oro al merito civile per il contributo alla lotta partigiana e per l’ospitalità garantita a centinaia di sfollati nel corso del conflitto.

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Il programma della giornata prevede la deposizione di una corona d’alloro al monumento ai caduti, seguita dal trasferimento al teatro Feronia, che si affaccia sulla piazza principale, dove è previsto l’intervento del presidente della Repubblica alla presenza delle autorità e della cittadinanza.

Come riporta ANSA il presidente della camera dei deputati Lorenzo Fontana ha afferma che “Nel giorno dell’anniversario della Liberazione dal nazifascismo, rendiamo omaggio a donne e uomini che, spesso a costo della vita, hanno contribuito a restituire all’Italia la libertà. Da culture differenti, hanno saputo unirsi per il bene comune. Le loro storie ci richiamano oggi alla responsabilità di difendere e custodire ogni giorno la democrazia, nel rifiuto di ogni forma di totalitarismo e nella promozione della diplomazia e della pace”. 

Sempre come riporta ANSA il vicepremier della Lega Matteo Salvini su X scrive che “Contro ogni dittatura e ogni regime, nazifascista, comunista o islamista, ora e sempre. Per la libertà, ora e sempre. Grazie a chi ha donato la vita per salvare altre vite”. 

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Il ministro della Difesa Guido Crosetto nel suo messaggio per questa celebrazione afferma che “Donne e uomini della Difesa, il 25 aprile ricordiamo con profonda gratitudine quella generazione di italiani, civili e militari, che ci ha restituito la libertà con grande valore e sacrificio, e che ci ricorda ciò che siamo oggi come Nazione e come comunità”. Il ministro afferma inoltre che ciò “significa anche comprendere che la libertà non è mai un bene acquisito una volta per tutte. Vale lo stesso per la pace, che non nasce dal suo semplice desiderio né può essere considerata definitiva. La pace si costruisce ogni giorno, con responsabilità, equilibrio, forza e determinazione. È una verità che oggi avvertiamo con ancora maggiore chiarezza e convinzione. Le trasformazioni del contesto globale ci ricordano che libertà e sicurezza sono inscindibili. Le minacce assumono forme nuove, si sommano a quelle tradizionali, e si estendono a più dimensioni: militare, economica, tecnologica, energetica, informativa, cibernetica, spaziale e cognitiva”. 

Carlo Calenda come è sempre riportato da ANSA afferma: “Nella speranza che questa ricorrenza restituisca a tutti noi il vero senso la parola “resistenza”. Che non è uno slogan da esibire una volta l’anno. È una lezione precisa: la libertà non si conserva stando fermi, non si ottiene chiedendo gentilmente pietà a chi vuole toglierla. Si difende. Con coraggio, con scelte difficili, spesso a un costo altissimo. I partigiani lo sapevano come lo sanno gli ucraini”. 

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Per l’occasione la segretaria del PD Elly Schlein, va a Sant’Anna di Stazzema a Lucca, luogo di una strage nazifascista, in occasione delle celebrazioni del 25 aprile e della commemorazione delle vittime, prima della cerimonia la leader Dem terrà l’orazione finale.  La Schlein ha incontrato dei superstiti della strage del 12 Agosto 1944, in quell’occasione furono uccisi 560 persone assieme al sindaco Maurizio Verona di Stazzema. 

Le parole dei rappresentanti delle istituzioni e delle forze politiche hanno richiamato, pur nelle differenti sensibilità, il valore della libertà conquistata e la responsabilità di preservarla nel tempo. Un filo comune che ha attraversato interventi e commemorazioni, ribadendo il significato profondo della Resistenza come fondamento della Repubblica.

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