Trump attacca Leone XIV e il Papa risponde
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Trump attacca Leone XIV e il Papa risponde

Il presidente Usa aveva affermato di non esserne “un grande fan”, dopo l’appello del Pontefice in favore della pace. "Non ho paura dell'amministrazione Trump" risponde il vescovo di Roma.

Trump attacca Leone XIV e il Papa risponde
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13 Aprile 2026 - 12.31 Culture


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Trump  ha definito Leone XIV troppo ‘liberal’ e debole su temi come criminalità e politica estera. Il presidente ha criticato in particolare le sue posizioni, accusandolo di essere indulgente su questioni come il nucleare e di ostacolare le sue politiche. Trump ha poi aggiunto di apprezzare maggiormente il fratello Louis, ritenuto più vicino alle sue posizioni politiche Maga.

La risposta del Pontefice è arrivata a stretto giro di posta mentre, intervistato in volo verso l’Algeria prima tappa del suo viaggio in Africa, ha detto: “Penso che le persone che leggono potranno trarre le proprie conclusioni: io non sono un politico, non ho intenzione di entrare in un dibattito con lui.” Ed ha aggiunto: “Piuttosto cerchiamo sempre la pace e smettiamola con le guerre. Non ho paura della amministrazione Trump. Io parlo del Vangelo, non sono un politico.”

Le critiche del presidente statunitense Donald Trump erano arrivate dopo le parole del Papa Leone XIV, che aveva commentato duramente la minaccia rivolta all’Iran durante l’ultimatum lanciato da Trump, quando aveva parlato della possibile distruzione di un’intera civiltà. Il Papa aveva giudicato tali affermazioni inaccettabili.

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Il Pontefice aveva inoltre sottolineato come quella minaccia coinvolgesse l’intero popolo iraniano, evidenziando non solo gli aspetti legati al diritto internazionale, ma soprattutto la dimensione etica, invitando a riflettere sulle conseguenze per civili innocenti, bambini e anziani, che sarebbero vittime di un’ulteriore escalation del conflitto.

Richiamando le posizioni espresse fin dall’inizio della crisi, Leone aveva ribadito la necessità di tornare al dialogo e di cercare soluzioni pacifiche per evitare un peggioramento della situazione, insistendo sull’importanza di comunicare con le autorità per scongiurare la guerra e riaffermando la volontà dei popoli di vivere in pace.

Alcuni dei vescovi Usa hanno preso le difese del Papa, è il caso di Monsignor Paul S. Coakley che ha espresso amarezza per le parole del presidente Donald Trump, giudicate offensive nei confronti del Papa Leone XIV. Ha ricordato che il Papa non è un avversario politico né una figura impegnata nella competizione istituzionale, ma è chiamato a parlare secondo il Vangelo e a guidare spiritualmente i fedeli.

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Anche Antonio Spadaro ha interpretato l’attacco come il segnale di un disagio più profondo: quando il potere politico prende di mira un’autorità morale, lo fa perché non riesce a controllarla. Secondo Spadaro, Trump non si confronta davvero con il Papa, ma tenta di ricondurlo a un linguaggio più facilmente gestibile.

In questa prospettiva emerge la forza morale della Chiesa, non come contro-potere, ma come luogo in cui il potere viene valutato secondo criteri che non può controllare. Il Papa, evitando lo scontro diretto, resta indipendente e libero: una libertà che può risultare scomoda, ma che rappresenta anche il suo valore più significativo.

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