È stata colpita una sinagoga in Michigan. A farlo è stato un uomo che guidava la sua macchina piena di mortai contro il Temple of Israel, alla periferia di Detroit, scagliandosi contro la sicurezza prima di essere ucciso. L’artefice è Ayman Ghazaleh, che prima di compiere l’attacco ha pubblicato sui social le foto della sua famiglia, tra cui dei bambini, affermando fossero stati appena uccisi da un attacco israeliano in Libano. A riportarlo è la Cnn.
Netanyahu, dopo l’attacco in Michigan, scrive su X: “L’antisemitismo non conosce limiti né confini. Israele viene attaccato perché è lo Stato ebraico. Il Temple of Israel a Detroit è stato attaccato oggi perché è un luogo di culto ebraico”, rendendo omaggio al “coraggioso personale di sicurezza della sinagoga per l’intervento tempestivo. Hanno salvato delle vite”. E infine aggiungendo: “Non ci inchiniamo agli attacchi antisemiti in Israele e sono grato al presidente Trump per la sua ferma posizione contro gli attacchi antisemiti in America”
Intanto Israele continua ad attaccare il Libano e sale a 25 il numero delle vittime nella capitale, Beirut, e nel sud del Paese. Si registrano 687 morti, tra cui 98 bambini, dall’inizio degli attacchi israeliani, cioé in sole due settimane, e oltre 800 mila persone hanno lasciato il Paese.
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