Sorano, riemerge un sito termale neolitico
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Sorano, riemerge un sito termale neolitico

Un’équipe di archeologi, guidati da Stefano Giuntoli, ha riportato alla luce una falda di acqua termale e un grande invaso risalente a oltre 6.000 anni fa: nuove prospettive sul rapporto tra uomo e sorgenti termali in Toscana.

Sorano, riemerge un sito termale neolitico
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17 Gennaio 2026 - 19.04 Culture


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“La Toscana è una terra che continua a sorprendere, ogni scoperta arricchisce un patrimonio culturale unico, che va tutelato e valorizzato con responsabilità e visione”. Con queste parole l’assessora regionale alla Cultura Cristina Manetti ha commentato le scoperte del team guidato dall’archeologo Stefano Giuntoli, che a Sorano ha riportato alla luce un’antica falda di acqua termale e una grande vasca di origine antropica, aprendo nuove prospettive di studio sull’uso delle sorgenti termali in epoca preistorica.

L’invaso si estende per circa 320 metri quadri ed è profondo fino a 3,60 metri. La scoperta è avvenuta nell’area soprastante al Bagno dei Frati, una grande vasca termale del XV secolo che aveva risvegliato l’attenzione di Luciano Calvani, presidente della società Antiche Terme Acqua di Sorano, per alcune tracce dall’aria antica mai approfondite. Rimasta a lungo dimenticata, la vasca non era mai stata oggetto di indagini scientifiche che ne chiarissero l’età o l’utilizzo. La situazione è cambiata con il finanziamento erogato dalla società Antiche Terme Acqua di Sorano a una ricerca approvata dal Ministero della Cultura per investigare l’area, ricerca che ha già portato a scoperte incredibili durante questa prima campagna di scavo, iniziata nel luglio 2024 e ora conclusa.

Asportando lo strato di terra e altri materiali accumulati nell’area identificata, è emerso un ingresso a imbuto che scende verso la cavità tramite tre gradini intagliati nella roccia, tracce anche di ulteriori manipolazioni e costruzioni interne. Inaspettatamente, è riaffiorata anche una falda di acqua termale di cui si era persa memoria. Grazie alle analisi al C14 sui carboni trovati a ridosso dei blocchi, è stato possibile datare il sito tra il 4495 e il 4335 a.C. La conferma dell’origine neolitica è giunta anche dal ritrovamento di strumenti in pietra e resti di ceramica, prove che dimostrano come queste acque fossero già sfruttate millenni fa, probabilmente per scopi curativi o legati a culti antichi.

“Il Bagno dei Frati è un sito di straordinaria importanza – ha detto ancora Manetti – perché offre nuovi e fondamentali elementi per la conoscenza delle frequentazioni umane in età neolitica e del rapporto tra le comunità antiche e le risorse naturali, in particolare le acque termali”.

La scoperta di Sorano rappresenta dunque un tassello per la ricostruzione della storia più antica del territorio toscano e del rapporto tra l’uomo e le risorse naturali. I risultati emersi aprono ora la strada a nuove ricerche e approfondimenti scientifici che potranno valorizzare ulteriormente il sito, rafforzando il legame tra tutela del patrimonio, ricerca archeologica e sviluppo culturale del territorio.

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