'la Repubblica' festeggia mezzo secolo con mostre e incontri
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'la Repubblica' festeggia mezzo secolo con mostre e incontri

Era il 14 gennaio del 1976 quando arrivarono le prime copie in edicola del giornale di Scalfari. Cinquant'anni di vita con ancora al centro i lettori.

'la Repubblica' festeggia mezzo secolo con mostre e incontri
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13 Gennaio 2026 - 17.50 Culture


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di Giada Zona

La Repubblica di Eugenio Scalari uscì nelle edicole il  14 gennaio  del 1976. E’ naturale che quello che è ancora oggi il secondo quotidiano più letto in Italia, decida di festeggiare i suoi 50 anni con l’intento di mettere al centro i propri lettori.  

“La Repubblica, una storia di futuro” è il titolo della mostra aperta al pubblico dal 15 gennaio al 15 marzo a Roma, con accesso gratuito dal martedì alla domenica, dalle 11 alle 20, organizzata da Repubblica con Electa Studio Azzurro. Una mostra ricca di fotografie, vignette d’autore, video interviste e le prime pagine pubblicate dal giornale, con un focus rivolto ai cambiamenti attraversati dal giornalismo e, in particolare, sulle ripercussioni in Repubblica

All’ingresso è collocata un’installazione con 50 artisti: ognuno di loro ha dato una forma artistica alla propria idea di Repubblica e del suo anniversario. Al centro grandi pannelli raccontano i temi di cui si è occupata la redazione per mezzo secolo: dalla politica all’economia, dalla cronaca allo sport, dalla cultura alla società. Una sezione è poi appositamente dedicata alla grafica, seguita da scatti di grandi fotografi che mettono al centro i lettori. Ogni sabato pomeriggio la mostra offre inoltre una zona incontri dove il pubblico potrà ascoltare le voci dei giornalisti e delle giornaliste di Repubblica

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Sempre nella capitale e con accesso gratuito, il 18 gennaio è in programma una festa aperta al pubblico, volta a raccontare la storia del quotidiano attraverso i suoi stessi collaboratori e collaboratrici, da chi il giornale l’ha fatto, l’ha vissuto, l’ha pensato e l’ha creato. L’evento vedrà infatti la presenza di volti noti: Mario Orfeo, attuale direttore di Repubblica, e Ezio Mauro, direttore della testata per vent’anni, con la presenza di Corrado Augias intervistato da Annalisa CuzzocreaMassimo Giannini e Michele Serra

Una parte sarà dedicata alla musica e allo spettacolo con Concita De Gregorio in dialogo con Jovanotti, che ha da poco pubblicato il suo album Niuiorcherubini. Dal mondo dello spettacolo è ospite anche Giorgia, pronta a ritornare nei palasport, che canterà i suoi brani più famosi; è poi la volta di Luca Zingaretti, che ha lanciato l’anno scorso La città proibita, e che nell’occasione leggerà i più importanti articoli pubblicati da Repubblica; è infine il turno della satira di Geppi Cucciari, che sta godendo di ottimi successi su Rai3.

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Repubblica nasce in una precisa fetta del mercato editoriale, ovvero quella progressista; la dimensione “politica” non va intesa come un’adesione a dogmi ideologici, piuttosto in un assetto valoriale che permette ai collaboratori e alle collaboratrici di analizzare la realtà con una lente critica, costruendo una relazione profonda con la comunità di lettori. E’ lo studioso del giornalismo Carlo Sorrentino a sostenere che con Repubblica si apre la fase dei “giornali stili di vita”, dove l’obiettivo è quello di stipulare un patto di fiducia molto forte con i lettori, i quali si riconoscono in una precisa visione del mondo.

E poi l’addio alla terza pagina, spazio del giornale storicamente dedicato alla cultura accademica e d’élite; Repubblica decise invece di collocare la cultura nel cuore del giornale, trattandola con un linguaggio meno notarile e facilmente accessibile a tutti. Una forma stilistica oggi molto diffusa che nasce proprio dal giornale di Scalfari. Ed è anche Repubblica il primo quotidiano nazionale ad ospitare la prima fotografia a colori che ritrae Andreotti rimandato a giudizio. 

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Sebbene oggi sia al centro di diversi dibattiti, principalmente per il suo futuro editoriale, Repubblica continua a raggiungere successi essendo il secondo come giornale più letto in Italia. In un panorama mediatico profondamente mutato e segnato da nuove sfide, il giornale di Scalfari tenta di rinnovare quel patto originario che lo rende ancora quello “stile di vita”, il faro illuminante per i suoi lettori. Lettori che non sono solo destinatari senza volto, ma i protagonisti delle iniziative avviate da Repubblica per i suoi 50 anni.

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