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Virologo Silvestri: "Se letalità rimane simile a influenza è vittoria dei vaccini"

Il docente negli Usa alla Emory University Atlanta, fondatore della pagina social 'Pillole di ottimismo', sui dati che arrivano dal Regno Unito, Usa e Italia.

Il virologo Guido Silvestri
Il virologo Guido Silvestri

globalist

22 Luglio 2021 - 20.23


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I vaccini potrebbero davvero segnare la svolta in questa pandemia, a patto che tutti, e in fretta, ne possano beneficiare.
I dati ci dicono che “stiamo vivendo un momento decisivo anche per l’Italia” e “se la letalità calcolata si attestasse sullo 0.2-0.3% (a cui corrisponderebbe una letalità reale intorno a 0.1%, quindi simile all’influenza), il tutto in assenza di lockdown ed altre misure restrittive dure, vorrebbe dire che i vaccini e la scienza avranno vinto la battaglia decisiva contro i due scogli (il virus e le chiusure) che ci tormentano da un anno e mezzo”. E’ l’analisi su Facebook del virologo Guido Silvestri, docente negli Usa alla Emory University Atlanta, fondatore della pagina social ‘Pillole di ottimismo’, sui dati che arrivano dal Regno Unito, Usa e Italia.
“Oggi, per la prima volta da metà maggio, la media mobile a 7-giorni (7-Dma) dei nuovi casi di Covid è in calo nel Regno Unito. Si tratta di un segnale certamente incoraggiante, anche se ovviamente prematuro, per cui staremo a vedere con grande attenzione cosa succede nei prossimi giorni – avverte il virologo – Molto più incoraggianti sono comunque i dati sulla letalità calcolata di Covid (numero di morti diviso numero di casi in un dato periodo) sempre nel Regno Unito.
Durante la grande ondata invernale, cioè nel periodo dal 1 ottobre 2020 al 31 marzo 2021 ci sono stati 3.859.241 casi e 84.509 morti, per una letalità calcolata di 2.19% quella reale è più bassa perché non tutti i casi sono diagnosticati).
Finora invece per l’ondata estiva abbiamo 1.120.700 casi e 1.198 morti, per una letalità calcolata di
0.107%, quindi circa 20 volte più bassa (anche qui quella reale è più bassa perché non tutti i casi sono diagnosticati)”.
“Naturalmente la letalità calcolata dell’ondata estiva andrà ad aumentare nei prossimi giorni – precisa Silvestri – succede sempre così nella fase discendente della curva di incidenza, in quanto il picco delle morti segue di 2-3 settimane quello dei casi. Quindi vedremo questo aumento di letalità nei prossimi 15-20 giorni, ma finora la differenza di letalità tra ondata invernale ed ondata estiva nel Regno Unito è semplicemente impressionante, ed è difficile pensare che questa differenza si riduca più di tanto. Per chi non lo avesse capito – conclude – al netto del ‘benefico’ effetto stagione e del ‘malefico effetto Delta, la causa di questa differenza sono i vaccini”.

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