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Covid in Italia già a novembre 2019, Burioni scettico: "Servono dati più solidi"

"La ricerca è molto interessante - afferma Burioni - ma per affermare che il virus era qui dall'anno scorso ci vogliono dati più solidi".

Burioni
Burioni

globalist

9 Dicembre 2020 - 18.27


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Il virologo Roberto Burioni invita alla cautela riguardo lo studio pubblicato sulla rivista ‘Emerging Infectious Diseases’ che mostra la presenza di Rna di Sars-Cov-2 in un tampone oro-faringeo raccolto da un bambino di Milano all’inizio di dicembre 2019: “La ricerca è molto interessante – afferma Burioni – ma per affermare che il virus era qui dall’anno scorso ci vogliono dati più solidi”.
“È indispensabile” spiega Burioni, “essere molto cauti. Leggendo il lavoro con attenzione si scopre che la sequenza virale determinata è identica a quella di molti virus che stanno circolando. Questo non permette di escludere che si tratti di una contaminazione, più facile se si usa un test Pcr ‘fatto in casa’ come quello descritto dai colleghi”.

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