Burioni: "Nel pieno dell'epidemia gli alfieri della privacy a costo della morte sono degli scemi"

Il virologo parla di chi si oppone all'uso delle tecnologie per tracciare i contatti di soggetti positivi al coronavirus e cercare così di limitare il contagio.

Burioni

Burioni

globalist 12 aprile 2020
Sono necessarie le rinunce per tutelare la salute? Qualcuno storce la bocca, per altri sono necessarie.
"Mi spiace ma tra salute e privacy c'è una priorità ben definita che è meglio affermare con molta chiarezza".
Il virologo Roberto Burioni si esprime così, su Twitter, in relazione all'utilizzo di tecnologie per tracciare i contatti di soggetti positivi al coronavirus e cercare così di limitare il contagio.
Il tema alimenta un dibattito sull'equilibrio tra salute e privacy. "Siccome sentiamo la nostalgia dei somari antivaccinisti, è provvidenziale l'arrivo degli alfieri della privacy a costo della morte per ricordarci che ci sono molti esseri umani più scemi di un virus", scrive il virologo.
"Persone molto esperte mi dicono che è possibile avere un tracciamento efficace nel pieno rispetto della privacy", aggiunge replicando ad un utente. "Anche io chiedo che la privacy sia tutelata; ma chi di fronte a una epidemia che sconvolge le nostre vite dice 'mi spengo GPS e Bluetooth' lo classifico tra i babbei", afferma ancora.