Speranza: "Non c'è un vaccino, per ora l'unica arma è il distanziamento sociale"

Il ministro della Salute fa il punto della situazione: "Con le misure l'indice del contagio si è abbassato ma è il primo segnale. La ricerca sta facendo tutto il possibile ma i tempi non saranno immediati".

Il ministro della Salute, Roberto Speranza

Il ministro della Salute, Roberto Speranza

globalist 4 aprile 2020
Buoni segnali, ma al momento si tratta di una battaglia contro un nemico invisibile contro il quale non c’è un vaccino e nemmeno una terapia consolidata ma si va avanti per tentativi.
Quella contro il coronavirus "è una battaglia che è ancora nel suo pieno", che continua ed "è durissima". In questa fase "non ci può essere nessun elemento di sottovalutazione, ma va affrontato ogni passaggio con il massimo del rigore e il massimo della serietà".
Lo ha affermato il ministro della Salute, Roberto Speranza, intervistato da RaiNews24.
"C'è un fatto ormai riscontrabile - ha spiegato - è cioè che l'R0, l'indice del contagio, che nel mese di febbraio-primi di marzo era molto alto (in alcuni casi nel nostro territorio ha sfiorato il 3, nel senso che ogni persona contagiata ne contagiava altre 3), con l'applicazione delle misure che noi abbiamo disposto in maniera molto rigorosa a partire dal 10 marzo ha iniziato la sua discesa e ora è notevolmente più basso. Questo ha avuto un effetto in termini di accessi alle terapie intensive e di accesso di pazienti con sintomi gravi nei nostri ospedali. C'è stato un elemento di alleggerimento, ma questo è solo un primissimo segnale". La battaglia va avanti e non bisogna abbassare la guardia, è il monito del ministro.
L'iniziale allentamento della pressione sugli ospedali in prima linea contro l'emergenza coronavirus, spiega ancora il ministro, "ci dice che la strada delle misure rigorose, la strada del distanziamento sociale, è in questo momento la vera arma di cui disponiamo". Anzi "l'unica che al momento dà certezze", quella che "i governi di tutto il mondo stanno mettendo in campo per ridurre la diffusione del contagio".
"La ricerca sta facendo tutto il possibile", ha sottolineato, e su questo fronte "noi dobbiamo investire con ogni energia, sia per quel che riguarda il vaccino che sarà l'unica vera soluzione definitiva, sia rispetto alle terapie. Ci sono sperimentazioni importanti in corso, la stessa Agenzia italiana del farmaco sta lavorando in questa direzione, ma al momento la verità è che non è disponibile un vaccino e non è disponibile una terapia certa". Ad oggi "non ci sono certezze di esiti e non credo che i tempi saranno immediati", ha aggiunto Speranza.
Per questo "continuo a fare il mio appello ai cittadini: siamo consapevoli di aver chiesto sacrifici molto difficili, questi sacrifici hanno dato qualche primo segnale, ma dobbiamo insistere. Dobbiamo continuare su questa strada - ha ripetuto il ministro - perché è l'unica che al momento dà certezze".