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Si studia una cura con il sangue dei guariti: il plasma sano aiuta a combattere il Covid19

Si tratta di una prassi consolidata nei confronti di altre epidemie virali come Sars e Ebola e che ora si prova ad applicare per il nuovo coronavirus.

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globalist

18 Marzo 2020 - 08.38


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Al San Matteo di Pavia, un ospedale lombardo dove finora si è sempre riusciti a trovare un equilibrio tra contagiati e posti letto, si sperimenta una nuova cura per il coronavirus. Oltre ai vari farmaci di cui si è sentito parlare in questi giorni, infatti, c’è un metodo semplice ed efficace, ammesso dall’Oms, suggerito dai cinesi ed elogiato dal virologo Roberto Burioni, come l’utilizzo del sangue ricco di anticorpi dei guariti per curare i malati. Lo scrive su La Stampa Francesco Rigatelli. 

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Il protocollo firmato in Lombardia da una serie di centri di ricerca, tra cui il San Matteo, ha già autorizzato il prelievo del plasma da alcuni degenti tornati sani e in convalescenza. Per le infusioni ai malati si attende però l’autorizzazione delle autorità sanitarie.

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Chiaramente l’efficacia della terapia dipende da quanto plasma sano si ha a disposizione e per ora i numeri dei guariti sono ancora troppo bassi, però in alcuni casi estremi potrebbe risultare utile.

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Si tratta di una prassi consolidata nei confronti di altre epidemie virali come Sars e Ebola e che ora si prova ad applicare per il nuovo coronavirus. L’hanno già utilizzata i cinesi a Wuhan e una casa farmaceutica giapponese, Takeda, sta sviluppando un farmaco usando parti del sistema immunitario prelevate dal plasma dei guariti.

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