Morire con dignità è un atto d'amore verso la vita
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Morire con dignità è un atto d'amore verso la vita

Io credo nella dignità nella morte come diritto umano. Come diritto del singolo di poter in coscienza decidere di non soffrire più

Irrisolto il problema della dignità nella morte
Irrisolto il problema della dignità nella morte
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Gianni Cipriani Modifica articolo

27 Febbraio 2017 - 15.14


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Morire con dignità è un atto d’amore verso la vita.
L’ho sempre pensato senza per questo sentirmi parte del cosiddetto “partito dell’eutanasia” o, peggio, fautore di quella che papa Francesco chiama “cultura dello scarto”, dove chi non serve più può essere abbandonato a se stesso, perfino lasciato morire.
Io credo nella dignità nella morte come diritto umano. Come diritto del singolo di poter in coscienza decidere di non soffrire più e chiedere di essere accompagnato verso il suo destino, spesso già scritto dalle malattie o dall’infermità.
Non può esserci alcun comma o codicillo che possa condannare un essere umano alla devastazione e alla sofferenza.
Esistono situazioni in cui la stessa esistenza coincide con la tortura e nessuno dovrebbe ipocritamente voltarsi dall’altra parte. Ci vuole rispetto per chi soffre e ci vuole il coraggio di rispettare più l’immane sofferenza di chi vede nella morte solo una liberazione.
La dignità dovrebbe essere parte integrante della vita. E anche la scelta di morire con dignità è amore verso la vita.

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