La sfida di Elly Schlein: "Non si vince con un nome moderato"
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La sfida di Elly Schlein: "Non si vince con un nome moderato"

Sabato 10 ottobre, a Roma, Schlein si è presentata insieme a Giuseppe Conte, Nicola Fratoianni, Angelo Bonelli e Riccardo Magi.

La sfida di Elly Schlein: "Non si vince con un nome moderato"
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11 Ottobre 2026 - 12.35


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Il campo largo prova a compattarsi e a costruire un’alternativa al governo Meloni, ma Elly Schlein mette subito in chiaro un punto: la coalizione non deve cercare un candidato moderato per conquistare il centro. «Non si vince con un nome moderato», è la linea della segretaria del Pd, che rivendica il proprio ruolo dopo i tentativi di metterla in discussione: «Volevano farmi fuori, ma sono sempre qui».

Sabato 10 ottobre, a Roma, Schlein si è presentata insieme a Giuseppe Conte, Nicola Fratoianni, Angelo Bonelli e Riccardo Magi. Una fotografia comune che segnala la volontà di evitare divisioni, ma non cancella le differenze sulla guida della coalizione e sulle scelte politiche.

La segretaria dem respinge l’idea che per battere Giorgia Meloni serva una figura più centrista, capace di rassicurare gli elettori moderati. La sua impostazione punta invece a consolidare un progetto riconoscibile, senza annacquare il profilo politico del centrosinistra. È anche una risposta a chi considera necessario individuare una personalità diversa dai leader dei partiti.

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Conte, dal canto suo, vuole accelerare sul programma: secondo il presidente del M5S, con un confronto serrato si può arrivare a una sintesi in quindici giorni. Resta aperta la questione della leadership. Schlein sostiene che il candidato premier debba essere espressione del partito più votato; Conte insiste sulle primarie, mentre gli alleati non hanno ancora concordato regole e tempi.

Le distanze riguardano anche la politica estera, soprattutto gli aiuti militari all’Ucraina, sui quali le posizioni dei partiti restano differenti.

L’incontro dei cinque leader mostra la volontà di mantenere unito il campo largo. Ma il confronto decisivo riguarda anche l’identità della coalizione: Schlein non vuole che l’alternativa alla destra nasca dalla ricerca di un nome moderato, scelto per rassicurare il centro. Vuole che sia il programma, e non una candidatura costruita a tavolino, a definire il profilo politico dell’alleanza.

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