Grillo attacca il M5s: "Dovevano cambiare la politica, ma la politica ha cambiato loro"
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Grillo attacca il M5s: "Dovevano cambiare la politica, ma la politica ha cambiato loro"

L'ex garante del Movimento pubblica un duro intervento sul suo blog. Rivendica le origini del progetto fondato con Gianroberto Casaleggio e accusa i Cinque Stelle di essersi trasformati in un partito come gli altri: “I rivoluzionari hanno scoperto il Palazzo”.

Grillo attacca il M5s: "Dovevano cambiare la politica, ma la politica ha cambiato loro"
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29 Luglio 2026 - 11.29


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Beppe Grillo torna a parlare del Movimento 5 Stelle e lo fa con un lungo intervento pubblicato sul proprio blog, nel quale affida a una riflessione amara il bilancio della parabola politica del movimento da lui fondato insieme a Gianroberto Casaleggio. Il giudizio è netto: il progetto nato per cambiare radicalmente il sistema politico sarebbe stato progressivamente assorbito dalle stesse logiche che intendeva combattere.

«Dovevano cambiare la politica, ma è stata la politica a cambiare loro», scrive Grillo, sintetizzando quella che considera la principale sconfitta del Movimento. Secondo il fondatore, il M5S era nato per rappresentare una rottura con i partiti tradizionali, mentre oggi avrebbe finito per adottarne linguaggi, meccanismi e comportamenti.

Nel suo intervento Grillo contrappone la stagione delle piazze, delle battaglie contro la “casta” e della partecipazione dal basso all’attuale fase del Movimento. «I rivoluzionari hanno scoperto il Palazzo», osserva, sostenendo che il contatto con il potere abbia finito per modificare profondamente identità e ambizioni di molti dirigenti.

L’ex garante richiama più volte lo spirito originario del Movimento, nato per mettere in discussione le strutture consolidate della politica italiana, promuovere la democrazia diretta, limitare la permanenza nelle istituzioni e restituire centralità ai cittadini. Obiettivi che, secondo Grillo, si sarebbero progressivamente affievoliti nel corso degli anni, lasciando spazio alla gestione del consenso e alle dinamiche tipiche dei partiti tradizionali.

Il fondatore non si limita a una critica organizzativa, ma propone anche una riflessione più ampia sul rapporto tra potere e cambiamento. A suo giudizio, ogni forza politica nata con intenti rivoluzionari rischia di perdere la propria spinta innovatrice quando entra stabilmente nelle istituzioni, se non riesce a preservare i principi che ne avevano determinato la nascita.

Pur senza indicare esplicitamente i destinatari delle proprie accuse, il messaggio arriva in un momento in cui il Movimento guidato da Giuseppe Conte ha ormai completato la propria trasformazione politica e organizzativa, dopo la definitiva separazione dal fondatore e l’abolizione della figura del garante. Un passaggio che ha segnato la conclusione del lungo conflitto interno tra Grillo e l’attuale leadership.

Nel finale del post, Grillo ribadisce che il problema non riguarda soltanto il Movimento 5 Stelle, ma la capacità della politica di assorbire e normalizzare anche le esperienze nate per contestarla. Un monito che suona come una critica all’intera classe dirigente e come una rivendicazione delle ragioni originarie del progetto politico avviato quasi vent’anni fa.

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