Dopo il voto alla Camera è caccia ai franchi tiratori: nella maggioranza si ipotizzano fino a 50 dissidenti
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Dopo il voto alla Camera è caccia ai franchi tiratori: nella maggioranza si ipotizzano fino a 50 dissidenti

Il giorno successivo alla clamorosa sconfitta subita dalla maggioranza alla Camera sull'emendamento alla legge elettorale relativo alle preferenze, il clima politico resta tesissimo.

Dopo il voto alla Camera è caccia ai franchi tiratori: nella maggioranza si ipotizzano fino a 50 dissidenti
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15 Luglio 2026 - 13.04


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Il giorno successivo alla clamorosa sconfitta subita dalla maggioranza alla Camera sull’emendamento alla legge elettorale relativo alle preferenze, il clima politico resta tesissimo. Da una parte il centrosinistra celebra il risultato con abbracci e sorrisi tra i propri leader; dall’altra il centrodestra è impegnato a individuare i parlamentari che avrebbero votato contro la linea della coalizione.

La seduta è ripresa con immagini emblematiche del diverso stato d’animo dei due schieramenti. Durante la prima pausa dei lavori, Elly Schlein, Giuseppe Conte e Nicola Fratoianni sono stati circondati dai rispettivi deputati in un clima di soddisfazione. Sul fronte della maggioranza, invece, i colloqui si sono concentrati soprattutto sull’identificazione dei possibili franchi tiratori.

Secondo il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Luca Ciriani, i deputati che avrebbero votato in dissenso sarebbero stati tra i 20 e i 25. Tuttavia, tra le file della maggioranza circolano stime ben più elevate, che arrivano fino a 50 parlamentari, anche alla luce del fatto che i sette deputati di Italia Viva hanno votato a favore dell’emendamento.

All’interno di Fratelli d’Italia, riferiscono diverse ricostruzioni, i sospetti si concentrano soprattutto su alcuni esponenti della Lega e di Forza Italia, in particolare sui deputati azzurri ritenuti più vicini a Marina Berlusconi. Tra i nomi che vengono citati con maggiore frequenza nelle indiscrezioni figura quello di Marta Fascina.

“Non voglio commentare, è inutile”, ha dichiarato l’ultima compagna di Silvio Berlusconi, evitando di alimentare ulteriormente le polemiche.

“Noi per la prima volta ieri eravamo presenti al 98% in aula”, osserva un parlamentare di Forza Italia, respingendo implicitamente le accuse rivolte al partito.

“Gli amici di FdI si guardassero al loro interno – commenta un altro parlamentare di FI a patto di restare anonimo -, molti di noi hanno messaggi di deputati del loro gruppo che non avrebbero mai votato le preferenze.”

IAll’interno di Fratelli d’Italia, riferiscono diverse ricostruzioni, i sospetti si concentrano soprattutto su alcuni esponenti della Lega e di Forza Italia, in particolare sui deputati azzurri ritenuti più vicini a Marina Berlusconi. Tra i nomi che vengono citati con maggiore frequenza nelle indiscrezioni figura quello di Marta Fascina.

“Non voglio commentare, è inutile”, ha dichiarato l’ultima compagna di Silvio Berlusconi, evitando di alimentare ulteriormente le polemiche.

“Noi per la prima volta ieri eravamo presenti al 98% in aula”, osserva un parlamentare di Forza Italia, respingendo implicitamente le accuse rivolte al partito.

“Gli amici di FdI si guardassero al loro interno – commenta un altro parlamentare di FI a patto di restare anonimo -, molti di noi hanno messaggi di deputati del loro gruppo che non avrebbero mai votato le preferenze.”

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