«Non hanno pudore. Pur di compiacere l’amico amerikano sono disposti a tutto, anche a perdere la faccia». È un atto d’accusa durissimo quello lanciato da Sandro Ruotolo, componente della segreteria nazionale del Partito democratico ed europarlamentare, contro le dichiarazioni del presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, sulla presenza in Italia di agenti dell’Ice, l’agenzia federale statunitense per il controllo dell’immigrazione.
Secondo Fontana, gli agenti dell’Ice sarebbero presenti nel nostro Paese «solo per controllare» il vicepresidente degli Stati Uniti, J.D. Vance, e il segretario di Stato Marco Rubio, e «solo in misura difensiva». Una ricostruzione che Ruotolo definisce senza esitazioni «inaccettabile».
«L’Ice non è una scorta né una forza diplomatica – sottolinea – ma un corpo federale antimmigrazione che negli Stati Uniti si è reso responsabile di gravi e sistematiche violazioni dei diritti, di operazioni aggressive e di uccisioni di cittadini inermi». A sostegno delle sue parole, Ruotolo richiama esplicitamente «i fatti recenti di Minneapolis e numerosi altri episodi in tutto il Paese».
Per l’europarlamentare del Pd, l’Ice rappresenta ormai «un apparato che agisce sempre più come uno squadrone della morte, fuori da ogni controllo democratico». Da qui la domanda, formulata in modo netto: «Che cos’è diventata l’Italia, il tappetino degli Stati Uniti?».
Un’ipotesi che Ruotolo respinge come «offensiva e umiliante anche solo da pensare». E ribadisce un principio che, a suo avviso, non dovrebbe essere oggetto di ambiguità: «In Italia la sicurezza delle delegazioni straniere spetta esclusivamente allo Stato italiano, alle sue forze di polizia e ai servizi di sicurezza, nel rispetto di regole chiare e non negoziabili».
Nel mirino finiscono anche le prospettive legate ai grandi eventi internazionali. «Le Olimpiadi di Milano-Cortina 2026 non sono una zona franca – conclude Ruotolo –. L’Italia ha delle regole. E vanno rispettate».