Europee, Calenda: "L'alleanza Bonino-Renzi è contro natura, e il Pd si spaccherà dopo le elezioni"
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Europee, Calenda: "L'alleanza Bonino-Renzi è contro natura, e il Pd si spaccherà dopo le elezioni"

Calenda: «La lista Renzi-Bonino non ha alcun progetto. E il Terzo polo è naufragato il primo giorno. Faremo un congresso rifondativo, spero anche con l'area del Pd che avrà difficoltà a rimanere nel partito». 

Europee, Calenda: "L'alleanza Bonino-Renzi è contro natura, e il Pd si spaccherà dopo le elezioni"
Carlo Calenda
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18 Aprile 2024 - 09.32


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Carlo Calenda ne ha per tutti. Il leader di Azione, intervistato da Domani, ha criticato la nuova alleanza Renzi-Bonino in vista delle elezioni Europee e l’atteggiamento del Pd nei confronti del M5s, atteggiamento che secondo Calenda porterà i dem a spaccarsi dopo la tornata elettorale.

«La lista Renzi-Bonino non ha alcun progetto. E il Terzo polo è naufragato il primo giorno. Faremo un congresso rifondativo, spero anche con l’area del Pd che avrà difficoltà a rimanere nel partito. La crisi internazionale rimescolerà tutto: il governo non starà in piedi per la crisi della Lega che la porterà a staccarsi dal sostegno all’Ucraina, che nella nostra lista invece rappresenta un impegno degli eletti. La frattura fra Pd e M5s aumenterà perché Giuseppe Conte ha un solo desiderio: sottomettere il Pd. E il Pd purtroppo si sta sottomettendo». 

La distanza tra Azione e il Partito democratico è anche su Mario Draghi: «È un errore. Mario Draghi, l’europeo italiano più autorevole, è fondamentale. L’Europa si sta polverizzando. Per diventare una grande potenza, anziché il condominio litigioso che siamo, ci vuole un’auctoritas come lui. Ha già salvato l’Europa una volta. Su di lui dovrebbero unirsi tutti gli italiani». 

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«Non condivido una lista di cui Emma Bonino dice che dal giorno dopo ognuno andrà per conto suo. Gianfranco Librandi, per esempio, è contro le armi all’Ucraina, e sostiene che in Arabia non c’e l’obbligo del velo. Cosa c’entra uno come Librandi con Bonino? L’unica cosa che li tiene insieme è la paura di non passare il quorum da soli». 

«La lista Renzi-Bonino non ha alcun progetto. E il terzo polo è naufragato il primo giorno, quando Renzi ha fatto votare ai suoi Ignazio La Russa presidente del Senato. Faremo un congresso rifondativo, spero anche con l’area del Pd che avrà difficoltà a rimanere nel partito. In conferenza stampa ho citato Alcide De Gasperi che ricordava le grandi tradizioni popolari, repubblicane e socialista riformista. Noi siamo lì. Elly Schlein, con la nuova tessera dedicata a Enrico Berlinguer, ha ricondotto la storia del Pd a quella del Pci». 

«Una gloriosa storia, ma il Partito della Repubblica rappresenterà le tradizioni liberale, repubblicana, popolare e socialista riformista. Dal Pd già alcuni sono arrivati, molti amministratori, da Daniele Nahum a Cristina Lodi. Altri arriveranno. Li annunceremo presto. E sarà un processo benefico anche per il Pd, che non può tenere insieme la linea di Schlein e quella di Guerini».

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«La situazione internazionale rimescolerà tutto: il governo non starà in piedi per la crisi della Lega che la porterà a staccarsi dal sostegno all’Ucraina, che nella nostra lista invece rappresenta un impegno degli eletti. La frattura fra Pd e M5s aumenterà perché Giuseppe Conte ha un solo desiderio: sottomettere il Pd. E il Pd purtroppo si sta sottomettendo»

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