Giornata della Memoria, Mattarella: "Il Culto del capo ha trascinato il mondo in una guerra funesta"
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Giornata della Memoria, Mattarella: "Il Culto del capo ha trascinato il mondo in una guerra funesta"

Giornata della Memoria, Mattarella: "Il culto della personalità e del capo, sono stati virus micidiali, prodotti dall'uomo, che si sono diffusi rapidamente, contagiando gran parte d'Europa"

Giornata della Memoria, Mattarella: "Il Culto del capo ha trascinato il mondo in una guerra funesta"
Sergio Mattarella
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26 Gennaio 2024 - 14.36


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Sergio Mattarella ha celebrato al Quirinale la Giornata della Memoria: «Eppure Auschwitz e tutto il meccanismo di sterminio – che ha inghiottito milioni di ebrei, e anche appartenenti al popolo Romani’, omosessuali, dissidenti, disabili, testimoni di Geova – sono stati concepiti e realizzati da menti umane. Menti che, per quanto perverse, hanno sedotto, attratto e spinto alla complicità centinaia di migliaia di persone, trasformate in «volenterosi carnefici» secondo la lucida definizione di Daniel Goldhagen».

«Eppure le ideologie di superiorità razziale, la religione della morte e della guerra, il nazionalismo predatorio, la supremazia dello Stato, del partito, sul diritto inviolabile di ogni persona, il culto della personalità e del capo, sono stati virus micidiali, prodotti dall’uomo, che si sono diffusi rapidamente, contagiando gran parte d’Europa, scatenando istinti barbari e precipitando il mondo intero dentro una guerra funesta e rovinosa».

Mattarella ha citato ancora Levi: «Siamo uomini – ammoniva ancora Primo Levi – apparteniamo alla stessa famiglia umana a cui appartennero i nostri carnefici», dimostrando «per tutti i secoli a venire quali insospettate riserve di ferocia e di pazzia giacciano latenti nell’uomo dopo millenni di vita civile»

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Mattarella ha poi di nuovo citato Primo Levi: «Siamo uomini – ammoniva ancora Primo Levi – apparteniamo alla stessa famiglia umana a cui appartennero i nostri carnefici», dimostrando «per tutti i secoli a venire quali insospettate riserve di ferocia e di pazzia giacciano latenti nell’uomo dopo millenni di vita civile».

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