Così per calcoli politici Meloni prende per i fondelli gli alluvionati della Romagna
Top

Così per calcoli politici Meloni prende per i fondelli gli alluvionati della Romagna

Risarcire al 100%? Ora si scopre che tutti i beni mobili non rientrano nei risarcimenti. Mobili, auto, macchinari. Nulla.

Così per calcoli politici Meloni prende per i fondelli gli alluvionati della Romagna
Giorgia Meloni
Preroll

Claudio Visani Modifica articolo

10 Novembre 2023 - 10.33


ATF

“Risarciremo il 100% dei danni subiti”. Ricordate? Meloni, Musumeci, Bignami, Figliuolo: tutti a rassicurare gli alluvionati e ad accusare regione e sindaci “rossi” di fare polemiche strumentali sui ritardi e i mancati ristori per l’alluvione in Romagna.

Ma ora che è finalmente uscita l’ordinanza del commissario alla ricostruzione, si scopre che arredi, elettrodomestici e mobili danneggiati o distrutti potranno essere periziati ma non risarciti, almeno per ora.

Si legge infatti al comma 3 dell’articolo 3 dell’ordinanza che “arredi, elettrodomestici, stoviglie, utensili di uso comune, potranno essere elencati come beni danneggiati nella perizia asseverata. Tale elenco varrà ai fini peritali laddove la norma dovesse prevedere in futuro la possibilità di contributo per tali beni”.

In altre parole, al momento non sono previsti rimborsi per i beni mobili e non è detto che lo siano in futuro. Una discreta presa per i fondelli nei confronti dei cittadini che hanno perso tutto.

“Una cosa clamorosa, ai limiti dell’incredibile”, l’ha definita il presidente della regione Bonaccini invitando governo e commissario a modificare la norma, dal momento che “in un’alluvione ciò che più viene danneggiato sono proprio i beni mobili” e restando così le cose “un sacco di persone rischiano di non vedere un euro”.

Leggi anche:  Sondaggi politici, effetto Puglia su Pd e M5s: ecco i nuovi distacchi all'opposizione di Giorgia Meloni

Del resto, cittadini e imprese colpiti non hanno ancora visto l’ombra di un ristoro. Anzi, non hanno nemmeno potuto chiederlo, dal momento che solo dal 15 novembre, a più di sei mesi dall’alluvione, sarà possibile presentare le domande sulla apposita piattaforma informatica che dovrebbe consentire “il rimborso del 100% dei danni certificati”.

Con quali risorse ancora non si sa, dal momento che il governo ha stanziato meno della metà del fabbisogno previsto (quattro miliardi in tre anni a fronte dei nove stimati). E comunque, si scopre ora, senza ripagare quelli dei beni mobili così come i danni delle auto danneggiate o distrutte. Per i cittadini che si sono dovuti ricomprare l’automobile, la Regione ha aperto un bando di sussidi con fondi extra decreto (da donazioni e altre poste, comunque insufficienti) a cui sono giunte ottomila domande. Nella speranza che arrivino risorse aggiuntive da un governo che però, come ormai tutti hanno capito, sull’alluvione in Romagna sta davvero giocando una sporca partita politica.

Native

Articoli correlati