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Salvini usa il 'caso Vannacci' per attaccare da destra Meloni: tra i reazionari volano gli stracci

Matteo Salvini è intervenuto sul caso Vannacci, il generale dell'esercito al centro delle polemiche per i contenuti di un suo libro autoprodotto, da molti ritenuti omofobi e sessisti. E ha telefonato al generale.

Salvini usa il 'caso Vannacci' per attaccare da destra Meloni: tra i reazionari volano gli stracci

globalist Modifica articolo

21 Agosto 2023 - 22.35


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Un derby tra reazionari, visto che Giorgia Meloni ha costruito le sue fortune elettorali attaccando da destra Salvini quando lei era all’opposizione e il leghista sosteneva il governo Draghi, adesso capitan Nutella anche se sta al governo di fatto attacca la Meloni da destra prendendo le parti del generale sanzionato da Crosetto.

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Quindi Matteo Salvini è intervenuto sul caso Vannacci, il generale dell’esercito al centro delle polemiche per i contenuti di un suo libro autoprodotto, da molti ritenuti omofobi e sessisti.

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“Mi rifiuto di pensare che in Italia ci sia un grande fratello che ti dice cosa puoi leggere e cosa no”, afferma il vicepremier nel corso di una diretta Facebook. “Vannacci – aggiunge – deve essere giudicato per quello che fa in servizio, poi se scrive qualcosa che non ha niente a che fare con i segreti di Stato, esprime dei suoi pensieri nero su bianco, penso che abbia il dovere e il diritto di farlo”. Fonti della Lega riferiscono di una telefonata “molto cordiale” intercorsa tra Salvini e il generale.

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“Qualcuno condanna senza aver letto, no condanne al rogo”

 “Quando andavo al liceo – ha raccontato Salvini – ho letto ‘Il manuale del guerrigliero’ di Ernesto Che Guevara, come tanti sedicenni avranno fatto anche se non è esattamente il ‘Piccolo principe’, qualcosa che viene consigliato negli educandati ma io sono curioso e quindi” leggero’ “il libro di questo generale, che ha fatto missioni in Somalia, in Iraq, in Afghanistan, che ha salvato vite, che ha difeso la patria, il Paese, la bandiera, i suoi ragazzi, che aprì dei dossier e fece delle denunce sull’uranio impoverito”.

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“Cercherò qualche ora – ha insistito Salvini – per leggere qualcosa che molti, a partire da alcuni giornalisti di sinistra, hanno commentato e condannato senza aver letto tutto. Facile estrapolare alcune frasi. Poi potrò essere d’accordo, in disaccordo, parzialmente, totalmente però la condanna al rogo a mo’ di Giordano Bruno nell’Italia moderna e solidale del 2023 non mi sembra assolutamente ragionevole. Quindi, andrò a leggere lo scritto del generale e prima di condannare al rogo o chiedere l’abiura galileiana a qualcuno è giusto capire di cosa si sta parlando”, ha concluso.

Ogni riferimento a Guido Crosetto era voluto. E lo strappo politico resta.

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