Daniela Santanchè, mozione di sfiducia al Senato: "Sono molto dispiaciuta, ho detto la verità"
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Daniela Santanchè, mozione di sfiducia al Senato: "Sono molto dispiaciuta, ho detto la verità"

Daniela Santanchè, mozione di sfiducia al Senato: "Non ho altro da aggiungere, mi resta solo tanto dispiacere. Sull’avviso di garanzia ho detto la verità, chi afferma il contrario mente".

Daniela Santanchè, mozione di sfiducia al Senato: "Sono molto dispiaciuta, ho detto la verità"
Daniela Santanché
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26 Luglio 2023 - 11.55


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Al Senato ha preso il via la discussione sulla mozione di sfiducia per Daniela Santanchè, dopo le numerose denunce mandate in onda dalla trasmissione Report. La Ministra per il Turismo ha così parlato in Aula.

”Ci possono essere divergenze di opinioni, anche nell’esercizio delle mie funzioni come ministra, ma tutto questo non può portare la promozione, sulla base di elementi pseudo-giornalistici, una mozione di sfiducia individuale, dal momento che sono assenti i fatti che possano motivarla. Non ho altro da aggiungere, mi resta solo tanto dispiacere. Sull’avviso di garanzia ho detto la verità, chi afferma il contrario mente”

“È la seconda volta che mi trovo discutere di accuse giornalistiche. Lo scorso 5 luglio sono già entrata nel merito di questa inchiesta pseudogiornalistica. Non intendo farlo ancora. Mi permetto solo di ribadire che quando sono venuta a riferire in Senato non ero stata ancora raggiunta da alcun avviso di garanzia da parte della Procura. Anche gli organi di stampa hanno confermato che è stata consegnata la proroga delle indagini alla mia residenza di Milano in data 17 luglio”.

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“Chi dice il contrario mente sapendo di mentire. Alcuni organi di stampa sono stati destinatari di notizie che dovrebbero essere riservate. Ho sentito gli interventi da parte dei gruppi di opposizioni, non capisco come si possa promuovere sulla base di elementi emersi da un’inchiesta pseudogiornalistica una mozione che non ha come oggetto il mio operato da ministra, relativa a fatti antecedenti al mio giuramento da ministro. E comunque ritengo di aver chiarito in questa Aula in maniera solenne tutta la verità. Rimane un dispiacere profondo per gli insulti che sono stati rivolti alla mia persona”.

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