Body shaming, Brunetta: "E' una violenza razzista, ci ho messo 70 anni a sdoganare il termine nano"
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Body shaming, Brunetta: "E' una violenza razzista, ci ho messo 70 anni a sdoganare il termine nano"

Body shaming, Brunetta: "Bisogna parlarne e chiamare le cose con il loro nome: per cui ben venga questa giornata, contro il body shaming. Contro questa forma di violenza". 

Body shaming, Brunetta: "E' una violenza razzista, ci ho messo 70 anni a sdoganare il termine nano"
Renato Brunetta
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16 Maggio 2023 - 15.00


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Body shaming, il presidente del Cnel Renato Brunetta è intervenuto alla Camera parlando della questione che ha definito, senza mezze misure, una “violenza razzista”.

«Vi sono giornate dedicate a tutti i temi, verso le quali a volte siamo insofferenti. Questa volta però, nel caso di una giornata dedicata al body shaming secondo quanto previsto da una proposta di legge, è diverso perché c’è bisogno di parlare. Perché il body shaming è una violenza, è una violenza razzista, che ci coinvolge tutti. Non ci sono vittime e carnefici, siamo tutti entrambe le cose». 

Brunetta si è poi riferito a una vignetta pubblicata dal Corriere della Sera al suo secondo mandato come ministro: «Il giorno dopo del mio secondo giuramento come ministro sul Corriere Della Sera è stata pubblicata una vignetta, di un autore famoso, nella quale si faceva body shaming». 

«La didascalia recitava: `Tutti di alto profilo´, `Non ci giurerei´ e mostrava me su una sedia. Questo mi ha fatto ricordare la mia giovinezza, infanzia, i miei dolori come se non fossero mai sopiti. No Giannelli questa non è satira, è body shaming». 

«Io impazzisco quando mi dicono nano perché ci ho messo 70 anni a sdoganare questa parola. Per la precisione 72. L’ho fatto in televisione, davanti a cinque milioni di persone, prima non ci ero mai riuscito. E quando lo sentivo scappavo, mi chiudevo in me stesso. Bisogna parlarne e chiamare le cose con il loro nome: per cui ben venga questa giornata, contro il body shaming. Contro questa forma di violenza». 

«È un’ingiustizia, una volgarità e anche un costo per la nostra società, lo dico da economista: un costo spaventoso perché produce l’infelicità, nelle persone esposte per i ruoli che ricoprono e in quelle che non lo sono. In quanto costo produce un livello di inefficienza del sistema che non ci possiamo permettere». 

«Bisogna parlarne: pro tempore faccio il presidente del Cnel e metto a disposizione tutta la struttura di rappresentanza di questa bellissima istituzione, nella convinzione che la strategia debba essere trasversale». 

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