Da Pupi Avati a Beppe Incocciati, ecco gli 80 super consulenti del governo Meloni
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Da Pupi Avati a Beppe Incocciati, ecco gli 80 super consulenti del governo Meloni

Sono 80 i consulenti del governo Meloni, con stipendi che arrivano fino a 200mila euro: da ex sportivi a politici trombati, la lista è piuttosto variopinta.

Da Pupi Avati a Beppe Incocciati, ecco gli 80 super consulenti del governo Meloni
Giorgia Meloni
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24 Marzo 2023 - 14.54


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Un esercito di consulenti, circa 80, gli uomini di fiducia che il governo Meloni ha piazzato nei ruoli nevralgici dello Stato. Da uomini di cultura come il regista Pupi Avati a politici “trombati” alle elezioni come il leghista Armando Siri, o ancora gli sportivi come l’ex Milan, Atalanta e Napoli Beppe Incocciati. Gli stipendi sono in linea con quelli elargiti dai precedenti governi.

Lo staff della presidente del Consiglio comprende Patrizia Scurti, capo della segreteria particolare con stipendio da 180mila euro l’anno e Giovanna Iannello, coordinatrice degli eventi e della comunicazione che ne porta a casa 160mila. L’ex direttore dell’Agi Mario Sechi non ha invece ancora visto il suo stipendio pubblicato, mentre Fabrizio Alfano, già portavoce di Gianfranco Fini, è il vice di Sechi e ne guadagna 120 mila. 

Nell’ufficio comunicazione c’è anche Alberto Danese come esperto internet e social media: compenso da 20mila. Il coordinatore del settore amministrativo è Carmelo Dragotta (75mila euro). Stefania Gallo ne porta a casa 50mila. Il capo di gabinetto è Gaetano Caputi: 221mila euro di compenso per lui. Alla Farnesina di Tajani c’è Pupi Avati come consigliere per la cultura. Il suo lavoro è a titolo gratuito. Non lo è invece quello dell’ex deputato Sestino Giacomoni: 50mila euro.

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L’ex calciatore Incocciati è consigliere per le tematiche giovanili e sportive per 30mila euro. Emily Rini porta a casa lo stesso compenso. Poi c’è don Matteo Tagliaferri della Congregazione della Missione San Vincenzo de’ Paoli. E stesso stipendio. Il generale Giorgio Toschi presta la sua opera a titolo gratuito. Così come Carmine De Angelis, consigliere per le politiche degli enti locali.

Salvini invece ha rispolverato l’ex Armando Siri, che non è stato eletto il 25 settembre: 120mila euro di compenso come consigliere per le politiche economiche. Gli stessi soldi pagati a un altro ex deputato: Stefano Locatelli. Il suo portavoce Matteo Pandini riceve 60mila euro, 40mila sono appannaggio di Alessandro Pansera e Agostino Pecoraro, già nel team di Luca Morisi. Infine, tra gli staff dei sottosegretari alla presidenza del Consiglio, ci sono il professor Francesco Farri (80mila euro) e Nicola Guerzoni. Emilio Scalfarotto, dirigente di Fratelli d’Italia a Fiumicino, ne prende invece 85mila.

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