Bonaccini (Pd): "Adesso una gestione unitaria, ma deciderà Elly Schlein"
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Bonaccini (Pd): "Adesso una gestione unitaria, ma deciderà Elly Schlein"

Stefano Bonaccini (Pd): «Io non mi sento né minoranza né opposizione. La segretaria ora si chiama Elly Schlein. A lei il diritto e dovere di indicare una strada».

Bonaccini (Pd): "Adesso una gestione unitaria, ma deciderà Elly Schlein"
Stefano Bonaccini
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14 Marzo 2023 - 09.25


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Stefano Bonaccini è il nuovo presidente del Pd e, ha ribadito in un’intervista a Metropolis, spera in una visione unitaria del partito guidato da Elly Schlein. «Vedremo nei prossimi giorni se si potrà arrivare a una segreteria unitaria che comprenda anche i rappresentanti dell’ampia area che ha votato per me, io me lo auguro», ha detto Bonaccini.

«Sono a disposizione per dare una mano», ha spiegato il neo eletto presidente, sia sulla questione della squadra che affiancherà Schlein, sia sulle discussioni relative ai temi più divisivi. Fra questi, le adozioni gay su cui nel partito c’è sempre «la libertà di coscienza», ha affermato Bonaccini, o la patrimoniale da valutare in base alla proposta: «Sono d’accordo se si parla delle grandi compagnie digitali che fanno profitti qui e pagano le tasse altrove». I termovalorizzatori che invece «non sono un tema etico» e semplicemente «servono», ha detto il presidente. 

Dall’assemblea di «domenica è uscita una bella fotografia del Partito democratico, tutt’altro che scontata se si pensa che molti ne preconizzavano lo scioglimento. Siamo invece più vivi che mai, con oltre un milione di persone che sono andate a votare alle primarie», ha proseguito Bonaccini.

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«Io non mi sento né minoranza né opposizione. La segretaria ora si chiama Elly Schlein. A lei il diritto e dovere di indicare una strada. Capirò da lei se vuole provare a praticare questa strada unitaria e discuteremo di come», ha spiegato il presidente del Pd, che si è detto d’accordo sul fatto «che non si debba tornare a un sistema di correnti cristallizzato com’era prima. Non vorrei che ci dividessimo solo in base al candidato sostenuto nella fase congressuale. Abbiamo bisogno di argomenti e di temi, non di nomi e cognomi».

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