Bonaccini verso le primarie di domenica: "Sarà una festa democratica, l'obiettivo è battere la destra"
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Bonaccini verso le primarie di domenica: "Sarà una festa democratica, l'obiettivo è battere la destra"

Primarie Pd, Bonaccini: «Già alle Europee, tra un anno, faremo di tutto per tornare ad essere primo partito nel Paese. Le primarie saranno un successo a prescindere da quanti andranno a votare perché siamo gli unici a fare le primarie». 

Bonaccini verso le primarie di domenica: "Sarà una festa democratica, l'obiettivo è battere la destra"
Bonaccini e Schlein
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24 Febbraio 2023 - 09.33


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Siamo alla vigilia delle primarie del Pd, domenica 26 febbraio si deciderà il nuovo segretario del primo partito dell’opposizione. Stefano Bonaccini, che sfida Elly Schlein, a Rai 3 e La Repubblica ha parlato dell’appuntamento dei gazebo.

«Speriamo sia una grande e bella festa democratica, le previsioni non sono le più ideali, ma sfidiamo qualsiasi avversità. Gli indecisi dovrebbero votare per me perché ho preso l’impegno di tenere unito il Pd il giorno dopo. La seconda ragione è battere la destra: per battere la destra bisogna avere una vocazione maggioritaria, sia nella proposta alla società sia nel costruire alleanze. Andare da soli fa perdere nettamente. Io ho battuto la destra in Emilia-Romagna non da solo, ma insieme a tanti». 

«Già alle Europee, tra un anno, faremo di tutto per tornare ad essere primo partito nel Paese. Le primarie saranno un successo a prescindere da quanti andranno a votare perché siamo gli unici a fare le primarie». 

Un Pd più di sinistra, come dice Elly Schlein? «Penso che debba essere più popolare , cioè in sintonia con i problemi concreti delle persone. Di un partito che vince in tv o nei salotti ma poi viene sconfitto alle urne, non so che farmene», aggiunge Bonaccini. E alla domanda se affiderà il gruppo della Camera alla rivale congressuale Elly Schlein, in caso di vittoria, Bonaccini risponde: «Io ed Elly siamo diversi ma complementari, per oltre due anni abbiamo collaborato benissimo, gomito a gomito, in Emilia-Romagna. La prima cosa da archiviare è la litigiosità interna».

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Un voto al governo Meloni? «Il mio voto è 4. Dovevano cancellare le accise sulla benzina, le hanno aumentate, colpendo i bilanci delle famiglie già provati dall’inflazione; dovevano risolvere il problema del Superbonus e lo hanno scaricato su imprese e lavoratori; arginare con disumanità gli sbarchi e invece sono cresciuti: allora se la son presa con le Ong e l’Europa, isolando l’Italia. In politica estera le posizioni di due partiti di maggioranza su tre indeboliscono il governo e ci rendono meno credibili agli occhi del mondo. Perciò il nostro compito adesso è irrobustire l’opposizione e preparare l’alternativa».

Poi la dura critica al ministro Valditara: «Voglio condannare il silenzio del governo sull’aggressione di Firenze e le parole vergognose del ministro Valditara. Ecco, si fermi perché su quella linea non passerà. Se davanti a due ragazzi picchiati davanti al loro liceo il problema è la lettera della dirigente scolastica, basata sui valori della democrazia e dell’antifascismo, allora l’unico fuori posto è lui. Noi staremo sempre dall’altra parte, con la preside e i suoi studenti».

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