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Le “sgrammaticature” del governo Meloni proseguono gravi mentre Nordio è un personaggio goldoniano

Ne è sufficiente l’attivismo ininterrotto della presidente del Consiglio a fare mutare giudizio. Nonostante la continua pioggia di comunicati di palazzo Chigi e relativi immagini non solo su Rai-tv.

Le “sgrammaticature” del governo Meloni proseguono gravi mentre Nordio è un personaggio goldoniano
Meloni e Nordio

Nuccio Fava Modifica articolo

22 Gennaio 2023 - 22.25


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Le “sgrammaticature” della maggioranza proseguono gravi e preoccupanti. Ne è sufficiente l’attivismo ininterrotto della presidente del Consiglio a fare mutare giudizio. Nonostante la continua pioggia di comunicati di palazzo Chigi e relativi immagini non solo su Rai-tv.

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Ne emerge spesso una sproporzione anche nel diverso rilievo assegnato alle forze politiche o contenuto nelle stesse rassegne stampa sfornate in abbondanza sin dalla notte. Problema riscontrabile spesso nelle scelte degli invitati che non a caso finiscono per essere gli stessi o quasi anche nelle trasmissioni che dovrebbero avere più opportunamente articolazioni di punti di vista differenti.

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Ma quello che colpisce di più in questi giorni travagliati e difficili e’l’inaudito scontro sul tema fondamentale  della giustizia. In un  momento in cui in particolare e’al centro dell’opinione pubblica il clamore per l’arresto del capo boss di Castelvetrano e su altro piano, l’enorme scandalo al parlamento di Bruxelles per eclatanti scambi di mazzette e montagne di banconote. Crimini scoperti e colpiti dai giudici belgi.

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Il contesto ovviamente diverso in cui hanno operato e proseguono ad operare le due magistrature( quella italiana e quella belga) pongono però un problema fondamentalmente identico: la tutela della legalità , della doverosa salvaguardia di interessi collettivi che vanno tutelati affinché le istituzioni corrispondano al dovere di lealtà e correttezza, in ultima analisi di buon governo nel senso più ampio. Il nostro ministro di giustizia invece anche per la sua foga caratterizzata da una simpatica inflessione veneziana, sembrava un simpatico personaggio goldoniano, con l’unica preoccupazione di accusare i giudici di abusare delle intercettazioni spendendo fra l’altro somme eccessive, e mettendo a rischio la personalità e la dignità professionale di quanti potessero essere colpiti da pubblicazioni sulla stampa di sospetti e di complicità non veritiere.

Ora rischi e pericoli siffatti che pure possono verificarsi , non possono certo essere affrontati vietando o limitando l’uso delle intercettazioni rivelatesi fondamentali per la lotta alla criminalità . 

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