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Il tetto ai contanti sparisce dal dl aiuti: ecco quando entrerà in vigore la norma voluta da Salvini

"Nessun problema: dal 1 gennaio 2023 il tetto per l'uso del contante salirà a 5mila euro. La norma sarà inserita nella Legge di Bilancio", afferma il partito di Matteo Salvini.

Il tetto ai contanti sparisce dal dl aiuti: ecco quando entrerà in vigore la norma voluta da Salvini
La norma che abbassa il tetto ai contanti voluta dalla Lega.

globalist Modifica articolo

17 Novembre 2022 - 15.04


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Il governo Meloni aveva introdotto il tetto ai contati a 5mila euro nel dl Aiuti quater, ma la norma è sparita dal decreto. La Lega, promotrice del provvedimento, ha però annunciato che sarà introdotto nella prossima legge di bilancio e che entrerà in voga dal 1 gennaio 2023.

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“Nessun problema: dal 1 gennaio 2023 il tetto per l’uso del contante salirà a 5mila euro. La norma sarà inserita nella Legge di Bilancio”, afferma il partito di Matteo Salvini.

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L’innalzamento del tetto al contante da 1.000 a 5.000 euro è uscito dal dl Aiuti quater per la mancanza dei requisiti d’urgenza tipici della decretazione. La norma potrà invece, come annunciato dalla Lega, essere riproposta nella manovra che ha la forma di un disegno di legge.

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In Bulgaria, il limite per i pagamenti in contanti è di 10mila Lev, pari a poco più di 5.100 euro. In Belgio, per l’acquisto di beni e servizi non si può pagare in contanti se la spesa è superiore ai 3mila euro. In Croazia il limite è a 15mila euro, il più alto tra i Paesi Ue, mentre in Danimarca è pari a 2.700 euro.

In Francia è di mille euro per i residenti fiscali in Francia e di 15mila per i residenti fiscali non francesi. In Grecia il limite è pari a 500 euro (ma non è previsto in caso di acquisto di un veicolo), mentre in Lettonia è di 7.200 euro. In Lituania il limite è a 3mila euro, mentre è di 1000 euro in Portogallo. Limite a 10mila euro a Malta, che secondo dati Openpolis è il paese con la maggior quota percentuale di pagamenti in contanti (88%). In Polonia esiste invece un limite al contante tra operatori commerciali di poco più di 3.200 euro, che però non vale tra privati cittadini.

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In Repubblica Ceca non si possono effettuare pagamenti in contante oltre i 10.500 euro al giorno, mentre in Slovacchia il limite è di 5mila euro. In Romania non si possono effettuare pagamenti in contanti oltre 2.100 euro al giorno. In Slovenia i commercianti possono accettare pagamenti in contanti non oltre i 5mila euro, mentre in Spagna la soglia è di 2.500 euro per i residenti e di 15mila euro per i non residenti. In Svezia non si possono effettuare pagamenti in contanti sopra i 1.000 euro, ma i commercianti possono rifiutare e richiedere il pagamento cashless.

Sono invece numerosi i paesi dell’Unione Europea che non prevedono limitazioni ai pagamenti in contanti: si tratta di Austria, Cipro, Estonia, Finlandia, Germania (dove per pagamenti oltre i 10mila euro va però esibito un documento d’identità), Lussemburgo, Irlanda, Lettonia, Paesi Bassi e Ungheria. A questi vanno aggiunti anche Norvegia e Regno Unito, anch’essi senza limiti all’utilizzo del contante.

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