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Evi e Bonelli (Avs) contro il governo e il Ponte sullo Stretto: "Anacronistico, al sud serve altro"

Evi e Bonelli: "Il Ponte sullo Stretto? Per noi la priorità è una strategia energetica in grado di rendere l'Italia indipendente tanto dai dittatori quanto dalle fonti fossili, a vantaggio di famiglie, imprese e ambiente". 

Evi e Bonelli (Avs) contro il governo e il Ponte sullo Stretto: "Anacronistico, al sud serve altro"
Eleonora Evi e Angelo Bonelli

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8 Novembre 2022 - 15.56


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Il governo Meloni, populista e di estrema destra, sta portando avanti esclusivamente i suoi provvedimenti di bandiera. Dalla lotta ai migranti ai rave, fino ad arrivare al famigerato Ponte sullo Stretto di Messina. L’opera è stata confermata, ancora una volta, dal ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini. 

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E’ arrivato il commento, in merito, di Eleonora Evi e Angelo Bonelli, co-portavoci di Europa Verde.

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«Secondo il vicepremier e ministro Matteo Salvini e i presidenti di Calabria e Sicilia Roberto Occhiuto e Renato Schifani, il Ponte sullo Stretto sarebbe una priorità per Governo e Regioni. Che dire? Noi pensavamo che la priorità fosse una strategia energetica in grado di rendere l’Italia indipendente tanto dai dittatori quanto dalle fonti fossili, a vantaggio di famiglie, imprese e ambiente». 

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 «Ogni volta che si parla di dotare il Sud Italia di infrastrutture, l’unica cosa che viene in mente a certa politica è il Ponte sullo Stretto, un carrozzone ormai anacronistico, che è già costato 300 milioni di euro per dipendenti, gare e appalti vari. Il Mezzogiorno di cui hanno parlato Salvini, Occhiuto e Schifani è un Sud che ancora va con le littorine, che impiegano sette ore per condurre i passeggeri a Taranto o a Reggio Calabria, riempiendo i vagoni del fumo derivante dalla combustione del gasolio». 

«Troviamo inaccettabile, – incalzano i due ecologisti, – che si punti su un’opera faraonica e dalle gravi problematiche strutturali derivate dall’elevato rischio sismico dell’area dello Stretto di Messina mentre, in alcune zone, non sono garantiti servizi essenziali come la depurazione, come certificato dalla condanna della Corte di Giustizia Europea, mentre l’acqua potabile si disperde per oltre il 50% e, in alcune zone, ancora non arriva». 

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«Cercare di rimettere in moto l’economia con opere del genere è il segnale di un ritardo infrastrutturale dovuto alla miopia di chi non riesce a comprendere quali sono le priorità: ogni risorsa, ogni singolo euro dovrebbe essere utilizzato per migliorare la vita giornaliera dei cittadini, mitigare il rischio di desertificazione a cui la Sicilia è particolarmente esposta, per combattere il consumo di suolo e le emissioni di carbonio. Di fronte ai soliti annunci delle destre, – concludono Bonelli ed Evi, – noi non staremo con le mani in mano: faremo tutto il possibile per arrestare la corsa del Governo al ponte sullo Stretto di Messina».

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